Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Domenica 04 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









I segreti dell'India, il racconto in una mostra fotografica
0

I segreti dell'India, il racconto in una mostra fotografica

Alatri

La mostra nasce dopo un viaggio di Bruno Maccotta e Mariella Fanfarillo nel lontano e misterioso Paese, una realtà dove convivono da sempre forti contraddizioni. L'evento che sta riscuotendo un grande successo di visite si sta svolgendo presso la sala del Cineaditorium all'interno del Palazzo Conti Gentili in Piazza Santa Maria Maggiore. Durerà fino a domenica 9 ottobre, una mostra quindi da visitare e ammirare. A spiegare le ragioni di questa mostra è uno dei due autori, Bruno.

<Di ritorno dal nostro viaggio la domanda più frequente che mi è stata posta è stata: com’è l’India? Non è possibile definire l’India in due parole, ma neanche in cento. Non è possibile definire l’India. Difficile arrivare alla fonte, per “sentire” ancora di più, per capire, per vedere, più che con gli occhi, con il cuore, con l’anima. Credo che nessuno potrà darvi una definizione precisa e sintetica dell’India,  allora io e Mariella abbiamo lasciato questo compito ai nostri scatti raccontando il divario incolmabile tra “qui” e “lì”. In alcuni tratti potrete scorgere anche delle somiglianze con alcune città del nostro mondo, come le profondità degli occhi neri di bambini che sognano una realtà diversa o l’affannosa corsa quotidiana di madri che cercano qualcosa da portare a tavola. Un tripudio di colori, suoni e odori ti accoglie tra le strade di Nuova Delhi, che si districano e si perdono in un traffico incessante fatto di auto, tuk tuk, clacson, carri, biciclette, vacche, cani, persone, carretti e trasporti  di ogni mercanzia; volumi di ogni spessore legati alla meglio con spaghi provvisori, che viaggiano in ogni direzione schivando animali e traffico. I primi minuti sono come un pugno nello stomaco che lascia senza fiato, colpisce duro: non da il tempo di abituarsi, mostra tutta la sua carica emozionale ed i contrasti. Ed il tutto avviene in maniera cosi violentemente normale scuotendo l’animo, senza che si possa comprendere le ragioni di culture millenarie, ambigue o contraddittorie, ma pur sempre intrise da quel “filo” di spiritualità, sacralità che accompagna ogni gesto. Tutto assume le dimensioni proprie di questo mondo, così ogni strada, ogni vicolo, è un seguito di negozi, bancarelle, siti in edifici coloniali vecchi e marci, dove pendono grappoli di fili elettrici e di contatori in rovina, piccoli spazi angusti letteralmente oberati da pile di mercanzie varie che soffocano il venditore stipato tra lamiere e teli di protezione dalle frequenti piogge.  L'incongruità tra fango o polvere, a seconda del momento e la necessità di ordine e pulizia. Città che restano immobili ed eterne nella propria sventura, pazienti, solidali. Vivono di povertà e d’improvvisazione, capaci di portare il dolore con dignità. Si comprende subito che è banale andare alla ricerca del mistico, delle spezie e delle sete pregiate, che non c’è nulla di esotico, se per esotico si intende un diverso sognato e bellissimo, che la ricerca del proprio “Io” attraverso la meditazione e la preghiera sono un’idea amplificata in Occidente e che la religione indiana è fatta di riti meccanici da ripetere costantemente uguali. La spiritualità sta nella bontà di un popolo pieno di ricchezza interiore, di rispetto e di orgoglio. E questa spiritualità è una cosa molto pratica: un modo di pensare e vivere insito nelle menti e nella cultura. E’ come il sorgere del sole ma anche come i rifiuti lungo ogni strada, le fogne a cielo aperto e la precarietà della vita.Aver fotografato l’India non è  stato mettere “distanza” ma perdersi in quegli sguardi, in quelle strade fangose, putride e maleodoranti, in quei pensieri, nei movimenti. E’ stato entrare nelle vite di chi ci vive, in punta di piedi, sfiorarle per un’istante ed uscirne pieno di rispetto per questa spiritualità. Perché questo è l’India: un vortice di emozioni, colori, sapori, sguardi, odori, sorrisi, al quale è impossibile sottrarsi.” Diceva d'altronde Tiziano Terzani…..“L’india assale, prende alla gola, allo stomaco. L’unica cosa che non permette è di restarle indifferente”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400