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Bocche cucite dei rapinatori. Proseguono le indagini
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Bocche cucite dei rapinatori. Proseguono le indagini

Alatri

Hanno scelto il silenzio Pino Cupido di 38 anni e Valerio Compagnoni di 44, entrambi di Frosinone arrestati dai carabinieri della Compagnia di Alatri sabato scorso dopo la rapina a mano armata presso il supermercato “Sebastiani” ad Alatri. Ieri, i due, dal carcere di Frosinone dove sono reclusi, sono stati prelevati e condotti dinanzi al giudice Valchera per l’udienza di convalida.

La coppia di rapinatori, difesa dagli avvocati Raffaele e Marco Maietta, ha scelto di non rispondere alle domande del magistrato. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: questa la loro linea difensiva concordata con i rispettivi legali. La procura ha chiesto che restino il carcere, il giudice ha ora cinque giorni per prendere una decisione.

La storia

I due ricordiamo sono stati arrestati dopo la clamorosa rapina al market alatrense. Un assalto che, come poi hanno confermato le immagini del sistema di video sorveglianza dell’attività commerciale, ha avuto momenti drammatici con una persona quasi presa in ostaggio, un’aggressione ad un cassiere e il denaro portato via dalle casse. E poi la fuga a bordo di uno “scooterone”, risultato rubato, con l’inseguimento e l’arresto.

Quasi una sceneggiatura di un film poliziesco, tanto che le fasi successive alla fuga hanno vissuto momenti altrettanti di forte tensione. Nei quali hanno svolto un ruolo da protagonisti i carabinieri della Compagnia di Alatri, coordinati dal maggiore Antonio Contente, che immediatamente all’accaduto hanno attivato il piano anti-rapina con ben cinque mezzi che si sono lanciati alla caccia dei due.

L’inchiesta

Ora proseguono le indagini, perchè al di là del fatto di cronaca l’aver usato per la rapina una calibro 9 parabellum con matricola abrasa e con il colpo in canna, ha determinato un ulteriore interesse da parte degli uomini dell’Arma. Tanto che nella conferenza stampa, che poi si è avuta nella giornata di lunedì presso il comando di viale Mazzini, il comandante provinciale Giuseppe Tuccio e il comandante della compagnia di Alatri Antonio Contente, si sono soffermati con una forte insistenza su questo punto. Aver usato una calibro 9 con il colpo in canna per una rapina non è un fatto che accade tutti i giorni. Comunque saranno le indagini dei militari a chiarire su questo ulteriore aspetto di quanto accaduto.

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