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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Telecamere di sorveglianza ko, esplode lo scontro
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Telecamere di sorveglianza ko, esplode lo scontro

Alatri

Impianto di videosorveglianza ko, scattano le polemiche. A margine degli episodi che hanno offeso il centro storico nella notte tra sabato e domenica, era inevitabile attendersi un dibattito sulle telecamere che non hanno ripreso niente di quanto successo, poiché non erano in funzione.

Ad intervenire sono Roberto Addesse, consigliere comunale di opposizione, e Remo Costantini, ex assessore, che hanno voluto quell'impianto nel 2011, prima che terminasse la consiliatura di Costantino Magliocca.

Addesse e Costantini

Due gli aspetti sui quali si soffermano: quello tecnico e quello politico. Sul primo, precisano che «Come ci ha confermato l'azienda che ha realizzato il sistema, le telecamere sono le più performanti ancora oggi. Il sistema wireless che le fa funzionare è il più idoneo, ma va detto che in Piazza Santa Maria Maggiore vi è la fibra ottica che collega le telecamere alla centrale.

Non vi è bisogno di infrarossi, perché è sufficiente la luce dei lampioni per il corretto funzionamento delle telecamere. In più, tutte le obiezioni che sono state fatte oggi potevano esser rappresentate cinque anni fa: perché non avvenne?». L'attenzione si sposta poi sul lato della manutenzione: «Vorremmo sapere – dicono Costantini e Addesse – quanti e quali interventi siano stati compiuti per mantenere efficiente l'impianto, da quando ha smesso di funzionare, se ci sono state segnalazioni scritte sul mancato funzionamento e perché non sono stati presi provvedimenti».

Per l'ex assessore una risposta a quest'ultimo punto già c'è: «Questa amministrazione non ha sensibilità su un tema importante come la sicurezza». E il discorso scivola sul secondo aspetto, quello politico. «Stupisce – continuano Addesse e Costantini – che non si siano state spese parole su quanto successo e che non si sia convocato un tavolo immediato sulla sicurezza per studiare misure che aiutino le forze dell'ordine. Ad Alatri vi è un problema a livello sociale e culturale, che continua ad essere sottovalutato. È stato violato il centro della città e sta passando un pericoloso messaggio basato sul silenzio, quando l'amministrazione avrebbe dovuto rivolgersi ai cittadini per dire loro che non devono sentirsi soli».

I temi toccati da Costantini e Addesse “aprono” dunque ad un confronto ampio, che va al di là dei deprecabili fatti accaduti nello scorso fine settimana.

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