Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Mercoledì 07 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









Omron, lacrime di coccodrillo: il trasferimento della fabbrica scatena le reazioni

L’ingresso dello stabilimento Omron in località Chiappitto

0

Omron, lacrime di coccodrillo: il trasferimento della fabbrica scatena le reazioni

Alatri

L’addio della Omron lascia il segno, come una ferita difficile da rimarginare. Anche l'ultima industria alatrense se ne va trasferendo lo stabilimento a Frosinone e il caso scuote la politica cittadina fra recriminazioni e accuse reciproche.

L'ex consigliere di “Progetto Alatri” Maurizio Cianfrocca non ha dubbi: “Chi è causa del proprio male pianga se stesso – dice”. La sua risposta è chiara: colpa di una politica troppo attenta a se stessa e troppo poco alle condizioni per cui un'azienda come la Omron possa rimanere e svilupparsi sul territorio alatrense: “Che cosa ha fatto la nostra città per consentire alla Omron di vedere soddisfate le proprie esigenze? - chiede Cianfrocca - Chi ha consentito alla zona di Chiappitto di svilupparsi senza alcun nesso logico ed urbanistico? Chi ha permesso l’insediamento di strutture residenziali e commerciali all’interno di quella che era nata come un’area industriale? Chi ha favorito la costruzione di scuole fra gli insediamenti industriali? Come si fa a meravigliarsi che un’industria scelga un’altra collocazione quando non si è stati nemmeno in grado di servire la zona con una strada che consenta il passaggio ai mezzi più pesanti senza che questi siano costretti addirittura ad accostarsi per permettere il transito all’altro? Dove mai si è visto che per effettuare il carico e lo scarico delle merci i grossi mezzi siano costretti a manovre impossibili attenti oltretutto all’incolumità degli alunni, delle auto e dei passanti?”. L’ex consigliere sottolinea: “Tutto questo è inammissibile, ma la responsabilità è di tutti”. E l’elenco è lungo: “È di una classe politica che da cinquant’anni a oggi non è stata capace a ridisegnare uno strumento urbanistico che tenesse in debita considerazione l’evoluzione del territorio e le esigenze delle attività produttive; di quanti hanno favorito insediamenti industriali, commerciali, artigianali, residenziali, sportivi e quant’altro creando un obbrobrio urbanistico; è anche, oltretutto, di una comunità, la nostra, indifferente a questi fenomeni, che è capace di alzare la voce solo quando ritiene di vedere calpestati i propri interessi personali e invece resta inerme quando vengono compiuti questi scempi che distruggono l’economia cittadina”.

Da qui il suo invito a cambiare passo. E strategia: “È troppo tardi per pensare alla Omron - conclude Cianfrocca - D’ora in avanti bisognerà lavorare per un altro tipo di industria, che non necessita di capannoni o grandi infrastrutture ma che può dare un futuro ai nostri giovani: l’industria del turismo”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400