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Domenica 04 Dicembre 2016

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La Omron saluta e se ne va
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La Omron saluta e se ne va

Alatri

La Omron va via. Dal mese di dicembre le linee di produzione saranno trasferite da Alatri, zona Chiappitto, a Frosinone, nell'area aeroportuale del capoluogo.

La brutta notizia

La decisione è stata comunicata alle maestranze e a tutti i dipendenti in un'assemblea svoltasi ieri mattina: trovano così ufficialità e piena rispondenza le “voci” che si sono rincorse per mesi sul prossimo abbandono della multinazionale giapponese, leader nel campo dell'automazione industriale.

La Omron non lascia Alatri perché in crisi, ma perché al contrario è in cerca di spazi più estesi dove poter continuare a crescere e a svilupparsi. Spazi che, ad Alatri, sarebbero stati negati al colosso nipponico: l'impossibilità di ampliamento ha così convinto la dirigenza ad avviare l'operazione migrazione, senza rinnovare il contratto d'affitto della struttura in cui la Omron attualmente si trova. Non si perdono posti di lavoro, ma comunque per il territorio alatrense scomparirà un “motore” di ricchezza economica che si sposta in un'altra realtà e in un altro territorio.

Lo sfogo di Tarcisio Tarquini

Tra i primissimi a commentare la notizia, vi è Tarcisio Tarquini, consigliere di “Alatri in Comune” che, nello scorso febbraio lanciò l'allarme sull'imminente trasferimento. « S e mbra facile dire che l'avevamo detto – è l'esordio dell'esponente consiliare – ma è così. Quando rivelammo tutto ciò, abbiamo ricevuto in cambio insulti e l'accusa di speculare sulla pelle dei lavoratori».

La ricostruzione dei fatti

Tarcisio Tarquini ricostruisce le fasi di allora: «Chiedemmo che il Comune individuasse terreni a destinazione industriale da proporre all’azienda per permetterle di espandersi, proponemmo, per evitare il ripetersi di tali infauste evenienze, di mettere mano al Prg per renderlo capace di accompagnarne un nuovo sviluppo.

Denunciammo gli interessi speculativi sulle aree del territorio di Alatri gestite dal consorzio industriale, che avevano impedito all’azienda di trovare a prezzo equo quanto cercava». Proposte che, denuncia oggi il consigliere, sono rimaste parole vuote: «Si è preferito far finta di nulla, confidando in non si sa bene cosa. E questo è oggi il risultato di tante colpevoli omissioni e distrazioni, un prezzo che verrà pagato da tutti».

Ma vi sono ancora margini per trattenere la Omron ad Alatri? L’esponente di “Alatri in Comune” Tarquini chiede che l'argomento venga affrontato in un consiglio comunale convocato con urgenza «Per valutare se ci sia la possibilità di far recedere l’azienda dalla sua decisione e per capire la ragioni che hanno impedito all’Amministrazione comunale di trovare una soluzione». Una vicenda questa che certamente infiammerà il dibattito in questo inizio del mese di agosto tra le forze politiche.

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