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Fonte e parco nel degrado, la rabbia dei residenti: "Nessuno interviene"
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Fonte e parco nel degrado, la rabbia dei residenti: "Nessuno interviene"

Alatri

Fonte e parco del Cosciano di nuovo nel profondo degrado, nell'abbandono più totale. Erba alta, panchine e cestini per l'immondizia divelti, rifiuti un po’ ovunque, persino le opere artistiche scavate nel tufo da Benito Colella rischiano di scomparire completamente. Colpa dell'incuria, della mancata manutenzione, ma anche dello scarso se non inesistente senso civico di molti cittadini, incapaci di mantenere e custodire una delle aree verdi più belle della città: una zona che potrebbe davvero diventare un'oasi, a due passi dal centro storico e da Tecchiena, ma che nessuno ha mai preso in considerazione come tale.

Più volte i residenti dei quartieri Valle e San Francesco di Fuori hanno segnalato i problemi che affliggono l'area della fonte, mai risolti: «Abbiamo chiesto la rimozione dell'immondizia, mai eseguita. Come anche il ripristino dei paletti lungo la strada, sradicati da qualcuno e mai più riposizionati».

A proposito di viabilità, c'è da dire che il manto stradale è deteriorato in più punti ed è stato rifatto a metà dopo il crollo di parte della macchia adiacente. Condizioni, appunto, che rendono la zona del Cosciano poco praticabile, senza i frequentatori che meriterebbe, nonostante l'amenità dei luoghi e le proprietà delle acque che, se fossero state sfruttate adeguatamente al tempo, avrebbero potuto delineare una sorte differente per l'area. Ma è una storia, quest'ultima, oramai lontana e chiusa.

Rimane aperta, però, la questione dell'abbandono attuale. Ricordiamo che la fonte del Cosciano venne ripulita e riaperta al pubblico poco meno di dieci anni fa, grazie ad un'operazione di restyling compiuta al tempo dell'amministrazione Magliocca; un lavoro che venne salutato con squilli di tromba, ma al quale non è stato dato il giusto seguito, ossia quei necessari e costanti interventi di pulizia e quella corretta valorizzazione che potevano (e potrebbero sempre) trasformare il Cosciano nell'oasi che ci si attendeva.

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