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Oltre 7 milioni di euro mai incassati
Il Comune affonda... nei crediti

La sede del Comune di Alatri

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Oltre 7 milioni di euro mai incassati
Il Comune affonda... nei crediti

Alatri

Sul disavanzo dovuto all'accertamento dei residui attivi e passivi interviene, in maniera ufficiale, l'Amministrazione comunale, la quale chiarisce la natura di una cifra (oltre 10 milioni di euro) che pesa molto sulle casse pubbliche.

La prima nota, fondamentale, è che si tratta di somme per la stragrande maggioranza non incassate da Equitalia e quindi mai riversate al Comune. Parliamo di 7 milioni e 800mila euro derivati dal mancato recupero di imposte comunali e servizi non pagati e che, con tutta probabilità, mai lo saranno.
Altra cifra importante, di circa 2 milioni di euro, è dovuta al contenzioso con il consorzio Gaia, al quale vanno aggiunti altri capitali per i vari contenziosi attivati in passato con imprese e dipendenti comunali. In sostanza, sono crediti di dubbia esigibilità o accantonamenti obbligatori per tali contenziosi, che risalgono fino al 1997.
E la cifra complessiva da “coprire” cancella in qualche modo «quello che è l'avanzo netto di amministrazione del 2014 e positivo per 1 milione 276mila e 844,58 euro. Questo è il risultato dell'attuale amministrazione e tale sarebbe rimasto se...», commentano dal palazzo municipale di Piazza Santa Maria Maggiore.
Di chi le colpe per tutto ciò? «Ora risulta evidente - spiegano sempre dal Comune - che le responsabilità possono essere ricondotte a diversi attori, dalla parte politica a quella tecnica del Comune, ma certo non è stata questa Amministrazione ad attivare il contenzioso con Gaia o ad esser portata in tribunale da dipendenti scontenti o, ancora, a lasciare colpevolmente alla deriva il rapporto con Equitalia. Da questo punto di vista, abbiamo cercato in questi anni di fare del nostro meglio, risolvendo ove possibile i contenziosi e diffidando più volte Equitalia».
Oltre questo, ogni anno fino al 2045, com'è noto, il Comune di Alatri dovrà metter da parte qualcosa come 326mila euro per un’onerosa operazione di ripianamento: «Certo è che questo dato secco non è uno di quei trofei da esporre nel salotto buono e dimostra soprattutto la vulnerabilità di un sistema, quello pubblico, che al di là della politica, cerca faticosamente di allinearsi alle modalità gestionali e contabili».
Per la gestione Morini si tratta di un'operazione comunque virtuosa: «Non esisteranno più quelle voci di bilancio, di dubbio accertamento, che erano troppo spesso alla base di ardite quadrature dei conti pubblici. Per questo, in fase di bilancio consuntivo, abbiamo parlato, a ragione, di un ente risanato».

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