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La piazza del Comune di Alatri

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Amministrative e quelle nuove alleanze clamorose tra destra e sinistra

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Un'anomalia. O, se vogliamo, un segno dei tempi. La campagna elettorale per le amministrative ci sta consegnando un quadro che, anche agli analisti più acuti, poteva sembrare improbabile all'inizio, anzi impossibile. Parliamo delle “nuove” alleanze che stanno sorgendo a livello comunale.

Si tratta delle unioni tra esponenti di centro-sinistra e centro-destra che stanno dando vita a composizioni quanto meno originali o, per qualcuno, strane, come ha avuto modo di esternare Tarcisio Tarquini.
Le novità
Scenario aperto dal patto, prossimo all'ufficializzazione, tra “Programma Alatri” e “Noi per Alatri” e seguito poi da un identico accordo tra l'attuale maggioranza e “Progetto Alatri”. Cioè: Patrizio Cittadini ed Enrico Pavia, Giuseppe Morini e Fausto Lisi. Vale a dire, esponenti politici che oggi vanno insieme a braccetto, dopo essersi combattuti o aver polemizzato fra loro in maniera anche feroce. Facciamo un passo indietro: chi non ricorda gli attacchi di “Programma Alatri” agli uomini del governo Magliocca, i quali oggi costituiscono una buona parte del gruppo di Pavia? Oppure le forti diatribe tra Lisi e la maggioranza su molti argomenti della vita amministrativa, il Politeama in primis? Però i tempi cambiano, si diceva, e gli scenari sempre più complessi sembrano imporre scelte differenti e inusuali per ritagliarsi lo spazio politico vitale. Chiaramente, sono decisioni che agiteranno il dibattito politico locale e non mancherà chi farà notare la (presunta) innaturalezza di certe intese e la perdita del dato ideologico. Ecco, qui vi è un punto fondamentale. Più di qualche elettore potrebbe allontanarsi perché non vuole, non sa o non può capire le ragioni di tali unioni, meravigliandosi delle stesse, ma su una competizione comunale pesano solitamente e maggiormente altri fattori, più pragmatici e diretti: la parentela, l'amicizia e la conoscenza. Ed è noto: quando si va a chiedere un voto per le comunali, non sempre si domanda qual è la collocazione prettamente “politica” del candidato. Servirà capire quanto ampia potrebbe essere la “forbice” costituita da coloro che non avalleranno, con il proprio consenso, queste operazioni. C'è ancora tempo per comprenderlo. Intanto, a proposito di quanto si diceva sopra qualcuno ha detto che la politica è “l'arte dell'impossibile”, reale di più di quanto si possa credere.

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