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Il brano “L’Ultima festa” di Luciano D'Abbruzzo trionfa al De Andrè
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Il brano “L’Ultima festa” di Luciano D'Abbruzzo trionfa al De Andrè

Vico nel Lazio

Luciano D’Abbruzzo partecipa al Premio De André all’Auditorium di Roma e ottiene un riconoscimento straordinario, quello della migliore interpretazione con il brano “L’ultima festa”.

Innanzitutto congratulazioni…
«Un riconoscimento straordinario, sono felicissimo per me e per tutti i miei collaboratori, la sola idea di essere accostato al grande Faber mi fa venire la pelle d'oca e ripaga i tanti sacrifici fatti»
Insieme a te sono stati premiati grandi nomi della musica italiana, come Piero Pelù. Davvero una bella soddisfazione…
«Davvero devo e voglio fare un ringraziamento speciale all'organizzazione del Premio De André, una delle poche rassegne alle quali per partecipare non è richiesto un obolo. Ho avuto modo, e spero di farlo ancora, di collaborare con persone qualificate e dalla sensibilità artistica notevole. Questa rassegna mi ha permesso di stare a contatto con grandi artisti, tu citi Pelù ed io mi permetto di aggiungere Fausto Mesolella e Cristina Donà, è stato magico ascoltare le loro esibizioni».
Un premio prestigioso. Un punto di arrivo o di partenza?
«Se posso mi ripeto, ho scritto più volte anche in merito al Premio De Andrè che ogni viaggio è più importante della meta, per questo mi metto nel mezzo della tua domanda e ti rispondo che questo premio, che mi riempie il cuore, è un punto intermedio, quindi nè inizio nè partenza».
A chi dedichi questo successo?
«Domanda difficile da rispondere. Ho più di una dedica da fare. Sicuramente alla mia famiglia che spesso si sacrifica per permettermi di portare avanti la carriera artistica, mia moglie e mia figlia Cristiana, alle quali non sempre dedico il tempo che vorrei. Altra dedica è sicuramente indirizzata alla mia terra, così pregna di talenti, volutamente nascosti. Sono orgoglioso di essere Ciociaro e di avere scelto in passato, non senza difficoltà, di rimanere qui e qui coltivare le mie passioni. In fine non posso proprio fare a meno di ricordare i miei compagni di viaggio, la mia Band, i Mig: Alessandro de Berti, Jacopo Coretti Giancarlo Boccitto e Massimo Franceschina. Senza di loro la mia musica non sarebbe la stessa».
Parliamo del tuo brano “L’ultima festa”…
«Questa canzone fu motivo di litigio, la nostra precedente etichetta, che poi abbiamo lasciato, riteneva questo brano poco significante. Oggi è una soddisfazione invece aver ricevuto il “Premio De Andrè” proprio per “l'Ultima Festa”. Ho scritto questa canzone insieme ad Alessandro De Berti, autore di parte delle musiche, pensando se un giorno ci verrà annunciata l'imminente fine o che un meteorite ci sta per raggiungere. In questo caso, tutto ciò che ci resterebbe da fare sarebbe di chiamare a raccolta i nostri amici, le persone che amiamo di più, accendere un fuoco intorno al quale stringersi e ballare».
I tuoi prossimi progetti?
«Abbiamo da poco terminato le registrazioni di quello che sarà il mio nuovo album, nove canzoni inedite, sicuramente più intime dei precedenti lavori, dove il suono dell'anima prevale sul suono degli strumenti»
Con la cooperativa “Città futura” ti occupi dell’Oasi degli Ernici, uno spicchio di bosco in cui gli animali possono vivere in simbiosi con la natura, senza le interferenze dell’uomo. Un’esperienza davvero unica…
«Sembrerà strano, proprio l'Oasi ha ispirato gran parte di queste nuove canzoni e l'intimità che racchiudono. Il rapporto con la natura e con gli animali è fondamentale, hai detto bene, è un'esperienza davvero unica. Il titolo del prossimo Album sarà “Il Guardiano del Bosco” penso di poterlo anticipare ed è chiaramente dedicato all'Oasi degli Ernici ed alla certezza di un doveroso ritorno all'amore per la terra che ci accoglie, generosa come un Madre».

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