Per lei lavorare non è semplicemente svolgere una professione. È compiere una missione, così come la dedizione verso il prossimo. Una donna che con i conti ci sa fare e con il sorriso pure. Pancrazia Di Benedetto è nata a Sora il 26 febbraio 1983, segno zodiacale pesci, segno particolare: primo sindaco donna nella storia di Campoli Appennino. Un diploma in ragioneria, una laurea in Scienze economiche sociali a Tor Vergata. Iscritta all'albo dei dottori commercialisti di Cassino, con uno studio a Sora. E dall'11 giugno con un nuovo, importante ruolo in municipio. Accanto al suo predecessore Pietro Mazzone che farà parte, come ci svela lei stessa, della giunta. Da sempre attiva nella patria del tartufo, è stata presidente della Pro loco e poi consigliere comunale. Riservata e misurata: ci ha detto soltanto che il suo fidanzato si chiama Daniele.

La tua sfida non è stata con un altro candidato sindaco, ma con il quorum: facilitata o messa alla prova dai tuoi concittadini?
«Facilitata e aiutata. La mia sfida è stata vinta grazie all'importanza che i miei concittadini hanno dato al voto e alla partecipazione alle urne. Abbiamo vinto con la forza delle idee e dei programmi, non abbassandoci al livello di quanti hanno strumentalizzato anche le informazioni sul "quorum" pur di tentare, in extremis, di annullare le votazioni. Abbiamo affermato, a voce alta e con orgoglio, l'importanza della partecipazione e della scelta».

Il primo sindaco donna a Campoli Appennino: come l'hanno presa gli elettori?
«Gli elettori campolesi sono orgogliosi di essere rappresentati per la prima volta da una donna e numerose sono state le manifestazioni di stima nei miei confronti».

Nella tua lista volti nuovi ma anche "amministratori navigati" come l'ex sindaco Pietro Mazzone: in cosa darai continuità e in cosa, invece, sarai l'elemento di rottura con il passato?
«L'esperienza in campo amministrativo gioca un ruolo fondamentale. Affiancare una compagine "fresca" a ex amministratori darà nuova linfa e vitalità alle azioni amministrative, soprattutto nuove idee. Darò continuità al percorso di riqualificazione territoriale iniziato nella passata amministrazione: centro storico, area dell'orso bruno. Rottura con il passato? Abbiamo amministrato bene, la gente ci ha premiato ancora una volta».

Con i numeri lavori ogni giorno, dal momento che fai la commercialista: come amministrerai i conti del Comune? E, a proposito, come stanno le casse?
«Amministrerò con precisione e oculatezza, cercando di perseguire obiettivi di risparmio dei costi del Comune e degli edifici pubblici. Organizzando in modo efficiente i servizi al cittadino. I conti sono in ordine, il bilancio è stato chiuso in avanzo».

Vicesindaco, giunta e assessori: svelaci qualcosa sulle tue future scelte...
«La giunta sarà formata dai consiglieri più eletti: Pietro Mazzone e Mauro Preziosi».

Il complimento che riceveresti più volentieri per il tuo nuovo incarico?
«Voglio che i miei cittadini siano orgogliosi del mio lavoro. Questo per me è il più bel complimento».

L'unica delle quattro donne candidate sindaco di questa tornata amministrativa ad essere eletta: è davvero così difficile per il sesso femminile emergere in politica?
«Per me non lo è stato. Ho ricoperto le cariche di consigliere e vice sindaco, ho lavorato umilmente e al servizio della gente. Mi hanno naturalmente indicato quale sostituta di Mazzone. Non è difficile se si è perfettamente integrati nel proprio territorio e si amministra bene, ma questo al di là delle essere uomo o donna».

Ti farai chiamare sindaco o "pretenderai" la declinazione al femminile?
«Direi che sindaco va benissimo».

Sei stata protagonista del nostro confronto in redazione e alla domanda sul primo atto da sindaco hai parlato di trasparenza: l'hai fatto?
«Non ancora, sto organizzando la macchina amministrativa in tal senso».

Dacci un appuntamento per un primo bilancio del tuo mandato: quando ci rivediamo?
«Primo bilancio di mandato alla fine dell'anno per fotografare la situazione: sei mesi di tempo saranno sufficienti per rappresentarvi la nuova impronta Di Benedetto».