Si sono dati appuntamento al mattino per realizzare un tappeto di colori, simbolo di fede. Un evento che ogni anno coinvolge tante persone. Come l’altra mattina e soprattutto l’altra sera, quando tantissime persone, uomini, donne e bambini, hanno partecipato alla celebrazione diocesana del Corpus Domini. Alle 19.30 il vescovo, monsignor Ambrogio Sprafico ha celebrato la Messa nella parrocchia del Sacratissimo Cuore di Gesù, a Frosinone. Presenti i sacerdoti della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, le religiose, le associazioni, tra cui l’Unitalsi e Siloe, oltre alle confraternite, al sindaco Nicola Ottaviani con il gonfalone, Ruggero Marazzi della Protezione civile e a numerosissimi fedeli.

Al termine della celebrazione è stata raggiunta la parrocchia di Santa Maria Goretti, dove giovedì sera è stata realizzata l’infiorata. Con la segatura colorata, e tanto impegno e spirito di collaborazione, alcuni parrocchiani insieme a don Dino Mazzoli hanno realizzato i simboli eucaristici su un tappeto colorato attraversato poi dalla processione del Corpus Domini. Una bellissima infiorata è stata realizzata anche all’interno e all’esterno della chiesa del Sacro Cuore grazie all’impegno di tante persone di buona volontà.

Nell’omelia il vescovo Ambrogio Spreafico ha ribadito che la fede è il vero miracolo che Gesù compie nella nostra vita. L’attenzione è stata posta verso le persone più deboli, le famiglie che stanno vivendo momenti di difficoltà, verso gli anziani, gli stranieri. Sua Eccellenza ha sottolineato quanto sia importante vivere i sentimenti di attenzione verso gli altri che non devono essere visti come nemici ma amici. Ha sottolineato che gli stranieri non sono venuti a toglierci nulla, chi ci ha tolto sono i corrotti, quelli che hanno agito per il loro interesse.

E poi l’attenzione verso gli anziani, i tanti che sono negli istituti, a cui sarebbe bello portare un saluto, far sentire loro che non sono soli, e ai malati. A tal proposito dal 31 maggio ogni ultimo martedì del mese a Frosinone ci sarà una preghiera per i malati (alle 21 a San Paolo). Preghiere e opere di bene che riempiono il cuore non solo di chi le riceve ma anche di chi le fa, perché come sottolinea spesso il vescovo Spreafico, c’è più gioia nel dare che nel ricevere.