Sala 2 del Supercinema di Latina gremita di spettatori per lo spettacolo delle 20.30 di domenica, quando in platea era presente uno dei protagonisti di Forever Young, Emanuel Caserio, che evidentemente emozionato per una così calorosa accoglienza si è intrattenuto con tutti sia prima che dopo la proiezione, quasi stupito del tanto affetto dimostratogli.

Il toy boy di Sabrina Ferilli nell'ultimo film di Fausto Brizzi è voluto venire nella sua città per vivere la risposta del pubblico alla sua prima partecipazione ad una così importante pellicola che vanta attori del calibro di Fabrizio Bentivoglio e Luisa Ranieri, e che tra un sorriso e l'altro sbatte in faccia le contraddizioni dei comportamenti che derivano dall'incapacità di accettare il passare del tempo soprattutto nella sfera sentimentale.

Emanuel, 26 anni, occhi profondi e puliti su una bella faccia espressiva, capace di rendere tanti colori nei personaggi che interpreta, ha iniziato a studiare recitazione da giovanissimo a Latina, nella scuola d'arte L'Anfiteatro di Danilo De Paola e Valeria Vallone, per poi accettare la sfida di trasferirsi a Roma e provarci davvero.

Caserio oggi è un attore promettente che sta raccogliendo meritati consensi e soddisfazioni importanti. Non si è montato però la testa, come ha dimostrato anche domenica sera: è rimasto se stesso, con i piedi ben saldi a terra e la semplicità e l'umiltà proprie delle persone dall'animo nobile e grande. Lo abbiamo avvicinato...

Latina ha risposto con grande affetto e partecipazione accorrendo in sala per applaudirti, che cosa provi? Ti aspettavi un così caloroso riscontro?
«E’ sorprendente vedere la platea del cinema così gremita. La gratitudine che provo per i miei concittadini è infinita e mi auguro di potere continuare ad alimentare la fiducia che mi hanno riservato».

Cosa hai in comune con Luca, il toy boy del film?
«Il sorriso tenero e uno sguardo che non teme l'imbarazzo; poi l'indipendenza, lui per sopravvivere fa il pizza boy e io all'occorrenza il cameriere, e infine entrambi abbiamo avuto una storia con una 50enne».

Allora non deve essere stato troppo difficile approcciare al personaggio...
«Beh, il personaggio è però il toy boy della Ferilli. Onestamente ero un po' teso: un'attrice come lei, reduce dal film di Sorrentino che ha vinto l'Oscar, ma Sabrina ha saputo mettermi a mio agio e alla fine delle riprese i suoi complimenti sono stati per me una immensa soddisfazione».

Come e quando nasce la voglia di diventare attore?
«Grazie ad un corso di recitazione fatto all'Anfiteatro Spettacolo di Latina ho iniziato a capire quanto potesse piacermi stare su un palco. Ancora ricordo il primo giorno di laboratorio. E ritornare oggi lì, significa rivivere i primi approcci che ho affrontato rispetto alla meravigliosa professione dell'attore».

Un sogno da realizzare?
«Continuare ad avere un sogno da realizzare».