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In fondo al mar. Armando Coratti ci porta sott’acqua

Qui Magazine

Rapiti dalla moltitudine di colori, avvolti da un silenzio irreale interrotto solo dal rumore della loro respirazione, in assenza di gravità, i subacquei navigano, esplorano, scoprono un mondo sommerso che non può non incantare e lasciare affascinati. La subacquea è proprio questo, uno strumento di esplorazione, un’emozione unica che va ben al di là del gesto sportivo che rappresenta quest’attività.

Ammirare a distanza ravvicinata le bellezze dei fondali marini può regalare momenti indimenticabili. Per questo gli appassionati delle immersioni sono in continuo aumento: solo in Italia ogni anno vengono rilasciati circa 50.000 brevetti ricreativi. Seppure i dati statistici, in particolare quelli del National Safety Council of the Usa, indichino per quest’attività una percentuale di rischio di lesione molto bassa (pari addirittura allo 0,4%, approssimativamente quello del gioco del bowling), il pericolo dell’immersione è sopravvalutato dall’opinione pubblica, ragion per cui questo sport viene presentato in alcune compagnie promozionali come totalmente privo di rischi.

Non bisogna però sottovalutare i pericoli cui ci si espone se non si rispettano le norme fondamentali di sicurezza, quali il controllo pre-immersione, il sistema di coppia, la profondità massima consentita dal proprio brevetto, la velocità di risalita, la sosta di sicurezza. Per questo motivo è importante affidarsi a una scuola specializzata e a un istruttore qualificato quando ci si avvicina per la prima volta al mondo della subacquea.

Per chi vuole avvicinarsi a questa disciplina, sono diverse le scuole, i club o le associazioni in Ciociaria che offrono un ottimo servizio. Il Bucaniere Sporting Club di Monte San Giovanni Campano è una di queste e organizza workshop, aggiornamenti, viaggi ed escursioni. Nato dalla passione di un gruppo di amici che con la loro tenacia e tanta voglia di crescere sono riusciti ad ottenere, dal 1992 ad oggi, dei risultati eccezionali, considerando anche che si trova in un paese dell’entroterra e non sul mare. Curiosità, desiderio di conoscenza, amore per la natura, rispetto per ciò che ci circonda, sono questi i tratti che accomunano chi si avvicina a questa disciplina.

E sono queste le motivazioni che hanno spinto, ormai molti anni fa, l’istruttore di terzo grado Armando Coratti, principale artefice del club, ad intraprendere la sua carriera come maestro di sub.

Quando ti sei avvicinato per la prima volta a questa disciplina?
«Ero ancora un ragazzo. Erano gli anni ’80, all’epoca abitavo a Roma e ho iniziato lì la mia attività. Le prime immersioni le ho fatte al Circeo: la subacquea era agli inizi e l’approccio abbastanza difficoltoso, anche a livello di strumentazioni disponibili. Oggi con l’avvento dell’industria è tutto più semplice, ci sono a disposizione strumenti che hanno dato la possibilità a tutti di potersi avvicinare a questo bello sport. Dopo un paio di anni sono diventato istruttore. Per arrivare a essere oggi un trainer ci è voluto un po’».

Quali sono le fasce di età con cui ti capita di lavorare più spesso?
«La fascia d’età in realtà è molto varia. Nel mio club ho cinquantenni, ma anche trentenni. La fascia più difficile da trovare sono i giovani che si avvicinano a questo sport, mentre quella più frequente va dai trenta ai quaranta. Ma mi è capitato di avere come allievi anche dei venticinquenni e dei cinquantacinquenni».

Qual è il posto più bello in cui ti è capitato di immergerti?
«Chiaramente i mari tropicali sono i più entusiasmanti. Esercitano maggio re fascino sulle persone perché vedi più colori, più pesci, una vera e propria esplosione di vita. In Polinesia, in Egitto, tutta la fascia tropicale è splendida».

Quali sono i servizi che offre la tua scuola?
«Chiaramente avendo girato molto e conoscendo diversi tipi di centri di questo genere, cerco di dare il massimo. Chi si affida a noi viene seguito in tutto e per tutto. Non mi limito a chiamare e dire: “venite, ci immergiamo”. Generalmente quello che facciamo sono dei sondaggi, per vedere com’è l’approccio, così quando porto i miei allievi è molto raro che abbiano qualche tipo di problema. Cerco sempre di far trovare loro un servizio comodo, che sia prima di tutto uno svago e una giornata divertente ed emozionante senza inconvenienti. Mi sono dotato di un compressore per ricaricare le bombole ad aria. Inoltre, anche se non hai alcun tipo di attrezzatura, ti forniamo tutto noi gratuitamente, dalle mute, alle bombole, alla maschera, alle pinne».

Qual è il periodo migliore per praticare questo sport?
«Noi iniziamo il primo gennaio e finiamo il 31 dicembre. Le immersioni si possono fare tutto l’anno. Può fare freddo fuori dall’acqua, ma in profondità la temperatura rimane invariata. Chiaramente il periodo ideale per quanto riguarda il mare è quello estivo, perché d’inverno spesso è mosso ed è difficile trovare la giornata giusta. è bello fare immersioni anche quando c’è la neve. Io ci sono stato, e ti assicuro che ha il suo fascino!».

Cosa diresti a chi non ha mai provato questo sport?
«Direi di provarlo. Anche solo respirare sott’acqua dà una sensazione fortissima, che non si vuole abbandonare più, come se si tornasse nel ventre materno. Nel momento in cui passiamo quella linea tra l’acqua e l’aria e mettiamo la testa giù anche solo di pochi centimetri, iniziamo a respirare e scopriamo un mondo davvero meraviglioso».

Inutile dire che si tratta di un’attività da sperimentare, almeno una volta nella vita: perché permette di stare a stretto contatto con la natura, in particolare con quella che di solito non vediamo stando “in superficie”, e di scoprire un mondo nuovo, nel vero senso della parola.

D’accordo, quella di Atlantide sarà solo una leggenda, ma in fondo al mare le meraviglie esistono davvero, potete starne certi. Provare per credere.

Cosa serve per immergersi in sicurezza - Piccola guida agli strumenti necessari

Il subacqueo in immersione ha, tra le varie esigenze e necessità, quelle di poter vedere il mondo che lo circonda, potersi muovere con un’adeguata propulsione e poter avere una giusta protezione termica, ovvero non aver freddo; tutte queste necessità si possono affrontare e risolvere con tre semplici ma indispensabili elementi, la maschera, le pinne e la muta. La maschera subacquea è sempre dotata di un lembo di silicone che copre interamente il naso. Questa soluzione ha la funzione di permettere lo svolgimento di una tecnica che si chiama compensazione della maschera, ovvero di portare l’aria che si trova all’interno della maschera ad una pressione pari a quella che si sta respirando in quel momento, inoltre ha l’importante funzione

di permettere lo svuotamento, tecnica indispensabile nei casi ove la maschera si allaga. Le pinne, per i subacquei, rappresentano la principale fonte di propulsione e spinta in acqua per potersi muovere e direzionare. Nella scelta della pinna, deve essere valutata anche la resistenza della pala, ovvero l’organo di propulsione, poiché ne esistono di morbide, semirigide e rigide; più la pinna è rigida e maggiore è, a parità di sforzo muscolare, la sua propulsione ma, al contempo, affatica maggiormente la gamba, quindi attenzione a scegliere pinne troppo rigide se non avete l’adeguato allenamento.

Il rischio può essere quello di incappare in un crampo. La muta è il vestito in immersione. Normalmente le mute sono realizzate in materiali polimerici, quali il neoprene compresso, e hanno una duplice funzione: protezione termica e protezione meccanica. Ma la necessità maggiore quando si è sott'acqua è chiaramente quella di respirare. L'aria arriva dalla bombola, nella quale è contenuta in una forma compressa.

Esistono bombole da 5 litri, 12.5 litri, 10 litri, 15 litri e infine 18 litri. Il gav (giubbotto ad assetto variabile), chiamato anche jacket per la sua forma a giacca, è lo strumento che consente di mantenere in immersione un assetto neutro, ovvero rimanere in equilibrio idrostatico. Infine un altro strumento indispensabile è il gruppo erogatore, che serve a trasmettere l'aria dalla bombola alla nostra bocca e quindi ai polmoni. L'erogatore, oltre a convogliare l'aria, ha anche la funzione di ridurre la pressione sino ad un valore pari a quello dell'acqua che ci circonda.

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