La chiesa di Fumone a stento oggi pomeriggio è riuscita a contenere le centinaia di persone venute a salutare l'ennesimo figlio di questa contrada volato in cielo troppo presto. In centinaia si sono radunati in una folla commossa nella chiesa parrocchiale di San Pietro Celestino nella contrada Pozzi per dare l’estremo saluto a Massimiliano Zena, il ristoratore stroncato da una rarissima forma di meningite non contagiosa a soli 49 anni.

Massimiliano era molto conosciuto e ben voluto da tutti a Fumone e ad Alatri, dove da anni gestiva la sua attività commerciale in via Circonvallazione, a due passi dal centro storico. Nel pomeriggio del 31 dicembre era stato colpito da febbre altissima, il fratello lo aveva accompagnato in ospedale, ma lì le sue condizioni erano apparse subito molto gravi, tanto da far decidere ai sanitari del San Benedetto di Alatri di trasferirlo in una struttura più specializzata della capitale. Massimiliano ha lottato per 48 ore, ma a mezzogiorno del 2 gennaio il suo cuore ha cessato di battere in un letto dell'Umberto Primo di Roma.

La notizia della sua prematura scomparsa ha gettato nel dolore e nella disperazione i familiari e tutti quanti lo conoscevano. Massimiliano era una persona solare, sempre con la battuta pronta, gentile con tutti. Una gran brava persona, padre premuroso e lavoratore infaticabile. Stupore e amarezza per una perdita precoce e inaspettata, solo l'ultima di una lunga lista per gli alatrensi.