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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Vendemmia, si annuncia una stagione di grande qualità

La raccolta delle uve ai primi di ottobre

Al via la vendemmia in Italia con una produzione prevista in aumento del 5% rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri dello scorso anno. I primi grappoli sono stati raccolti in provincia di Brescia, Franciacorta, col distacco di uve chardonnay che sono le prime, tradizionalmente, ad essere raccolte. Molto dipenderà da agosto e settembre, ma le escursioni termiche degli ultimi giorni, con gli abbassamenti di temperature, specie quelle minime, fanno ben sperare per un'annata di buona qualità.

In Italia la vendemmia parte con le uve pinot e chardonnay e prosegue a settembre e ottobre con la raccolta delle grandi uve rosse sangiovese, montepulciano, nebbiolo. Se non ci saranno sconvolgimenti si prevede che la produzione nazionale sarà destinata per oltre il 40% ai 332 vini a denominazione di origine controllata (doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (docg), il 30% ai 118 a indicazione geografica tipica (igt) e il restante 30% a vini da tavola.

Le previsioni sono ottime anche in provincia di Frosinone: "Se il tempo ci assiste, andiamo incontro ad una buona stagione, con la giusta qualità, anche per aver eseguito tutti i trattamenti sanitari nei tempi indicati - spiega Emanuele Terenzi, delle Antiche Cantine Mario Terenzi di Serrone, azienda con 8 ettari di vigneti distribuiti sui tre areali del disciplinare del cesanese, ossia Piglio, Olevano e Affile, con una resa media per ettaro di poco inferiore ai 100 quintali - Normalmente vinifichiamo 700/800 quintali di uva, per una produzione di 45.000 litri di vino. La raccolta è prevista per la prima o al massimo la seconda settimana di ottobre".

"Con l’inizio della vendemmia - dice Vinicio Savone, presidente della Coldiretti di Frosinone - si attiva nel nostro paese un motore economico che genera quasi 10 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che offre lavoro a 1 milione e 300mila unità".

"La prossima vendemmia - aggiunge il direttore Paolo De Ciutiis - coinvolgerà in Italia 650mila ettari di vigne e 200mila aziende vitivinicole".

Secondo una ricerca Coldiretti, per ogni grappolo di uva raccolta si attivano 18 settori, dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti e accessori: "Il futuro del vino ciociaro - conclude De Ciutiis - dipende sempre più dalla nostra capacità di promuovere e tutelare le nostre distintività, che sono la chiave del successo in un settore che ha cominciato finalmente a valorizzare le specificità territoriali".

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