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Domenica 04 Dicembre 2016

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Case a pezzi e topi a spasso

Atina

Balconi a pezzi, grondaie bucate, tubi che gocciolano, scarichi otturati, lampioni spenti e, tanto per non farsi mancare niente, topi a zonzo negli appartamenti. Queste le condizioni in cui sono costretti a vivere, quotidianamente, gli inquilini della palazzina A delle case Ater di via Broile ad Atina.

Costruite negli anni 80, in un’area che all’epoca era piena campagna, oggi le tre palazzine Ater ospitano diverse famiglie. Ma quelle che vivono nell’edificio A da tempo sono letteralmente inviperite per i disagi che sono costrette a sopportare a causa delle tante carenze strutturali.

«Abbiamo denunciato a chi di dovere le cose che non vanno, anche i vigili del fuoco, ma - ci racconta una inquilina particolarmente indignata - tra chi ci ha detto che non ci sono fondi e chi minimizza i danni creati dal tempo nessuno si degna di venirli a riparare».

La palazzina A è stata particolarmente colpita dagli effetti del tempo e della scarsa manutenzione: le altre due, infatti, non mostrano vistosi segni di degrado (almeno a una sommaria ispezione). I parapetti dei balconi esposti a oriente hanno le copertine dei parapetti ballerine: «Ho messo io la calce per fermare il marmo – ci dice un residente della palazzina, ora in pensione – e questo per evitare che potessero cadere sui bambini che giocano in cortile».

Ma i problemi non stanno solo all’esterno: alcuni inquilini citano gli scarichi dei bagni otturati o malfunzionanti, mentre tutti ricordano la lotta contro i ratti: «L’anno scorso abbiamo combattuto una feroce guerra contro l’invasione dei topi: una ditta, che abbiamo interpellato per intervenire, ci ha chiesto 3.000 euro che non ci potevamo permettere e allora abbiamo acquistato il veleno per topi» raccontano in coro alcune donne della palazzina, mentre una di loro indica la grata che protegge il contatore dell’acqua posta all’ingresso e dalla quale venivano fuori topi «grossi così» come riferisce una testimone oculare.

Dalle parole e dalla veemenza con la quale si esprimono gli inquilini della palazzina A, si intuisce che la pazienza (e la speranza) nell’attesa che arrivino gli interventi risolutivi è ormai finita da un pezzo.

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