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Traffico di rifiuti sanitari, truffa aggravata e frode in ospedali della regione Lazio

L'operazione

Traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e associazione a delinquere, questi i reati contestati a dieci soggetti per i quali la Procura della Repubblica di Roma ha depositato in questi giorni le richieste di rinvio a giudizio. 

Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (N.I.P.A.F.) del Corpo forestale dello Stato Comando Provinciale di Frosinone, e coordinate dal dr. Sabelli Rodolfo, Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Roma, e dalla dr.ssa Trotta Barbara, sost. Proc. della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, ipotizzano l’esistenza di un traffico illecito di rifiuti che coinvolge aziende che smaltivano rifiuti sanitari presso diversi ospedali della regione Lazio, nonché l’esistenza di una associazione a delinquere tra i responsabili delle aziende coinvolte finalizzata al traffico illecito di rifiuti, alla truffa aggravata e alla frode in pubbliche forniture.

Diversi gli ospedali a danno dei quali i reati vengono ipotizzati: Frosinone, Sora, Cassino, Pontecorvo, Rieti, nonché il Policlinico Umberto I di Roma e il Policlinico Casilino di Roma.

In particolare la società incaricata di smaltire i rifiuti sanitari presso gli ospedali di Frosinone, Cassino, Rieti e il Policlinico Casilino di Roma conferiva abusivamente come non pericolosi presso un’azienda di Frosinone ingenti quantitativi di flacone in vetro di medicinali ancora pieni in tutto o in parte di prodotto. In un ospedale è stato riscontrato dagli agenti del NIPAF che tutto il vetro scaturito dalle attività sanitarie di tutti i reparti del nosocomio veniva immesso in un unico scarrabile, ed è stata accertata la presenza del percolato derivante dal contenuto dei rifiuti.

Non solo ma, a seguito dei controlli del NIPAF, sono stati anche ritrovati, accanto al vetro conferito alle aziende, flaconi frammisti a materiale connesso ad attività di tipo sanitario quali cannule per flebo, aghi, garze, deflussori, siringhe, guanti in lattice in alcuni casi contaminati da sangue e quindi pericolosi a rischio infettivo, smaltiti come non pericolosi, mentre per i quali si prevede una diversa modalità di smaltimento specifica per i rifiuti sanitari pericolosi.

La DDA della Procura di Roma contesta, inoltre, i reati di truffa aggravata e di frode in pubbliche forniture a danno degli ospedali di Sora, Cassino, Pontecorvo e il Policlinico Umberto I di Roma.

La società incaricata di smaltire i rifiuti sanitari alterava i pesi dei rifiuti caricati presso gli ospedali, con la complicità dell’azienda frusinate alla quale conferiva gli stessi, corrispondendo un enorme profitto per l’azienda di smaltimento e a danno della ASL di Frosinone. In sostanza, non pesando i carichi di rifiuti presso gli ospedali, le aziende potevano gonfiare il peso degli stessi a destinazione, ricavando un indebito profitto.

Al fine di commettere i reati descritti, la DDA della Procura di Roma ipotizza l’esistenza di una associazione per delinquere tra i responsabili delle società che gestivano i rifiuti, i quali mettevano stabilmente a disposizione del programma criminoso gli impianti e la struttura organizzativa delle proprie aziende.

Inoltre al Policlinico Umberto I di Roma la società appaltatrice smaltiva i rifiuti non figuranti tra quelli oggetto del contratto di appalto, i quali potevano essere gestiti dall’AMA a fronte del solo pagamento della TARI. Anche qui vi è stata la corresponsione di un profitto per la società con correlativo danno alla ASL di Roma.

Infine i controlli e le verifiche effettuate dal NIPAF hanno accertato anche numerose violazioni alle norme amministrative che regolano lo smaltimento dei rifiuti sanitari da parte di alcuni ospedali. Di conseguenza sono state elevate sanzioni amministrative per più di 500.000 euro, debitamente trasmesse all’ente Provincia di Frosinone per i provvedimenti di competenza.

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