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Martedì 06 Dicembre 2016

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Guerra ad Acea. I sindaci vogliono la risoluzione

Il dibattito

L’assemblea dei sindaci ha recapitato l’avviso di sfratto ad Acea. Lo ha fatto, alle 19.09 di ieri, bocciando la proposta di delibera con la quale l’Ambito Territoriale Ottimale chiedeva «di prendere atto che non sussistono i presupposti per disporre la risoluzione contrattuale avviata con delibera numero 2 del 18/02/2016». Chiarissimo l’esito della votazione:42no (in rappresentanza di 302.555 abitanti), 14 sì (115.314), 1 astenuto (1.249).

Chi ha votato come

Hanno detto no i Comuni di Acquafondata, Alatri, Alvito, Aquino, Arnara, Belmonte Castello, Boville Ernica, Broccostella, Casalvieri, Cassino, Castelnuovo Parano, Castro dei Volsci, Castrocielo, Ceccano, Cervaro, Coreno Ausonio, Falvaterra, Fiuggi, Frosinone, Fumone, Guarcino, Monte San Giovanni Campano, Pescosolido, Picinisco, Pico, Piedimonte San Germano, Pofi, Pontecorvo, Ripi, Rocca d’Arce, Roccasecca, Sant’Elia Fiumerapido, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, Settefrati, Sgurgola, Sora, Strangolagalli, Terelle, Torre Cajetani, Vallerotonda, Villa Santa Lucia. Hanno votato sì i Comuni di Acuto, Anagni, Arpino, Ceprano, Collepardo, Esperia, Ferentino, Fontana Liri, Fontechiari, Isola del Liri, Patrica, Piglio, Supino, Veroli. Astenuto il Comune di Vico nel Lazio. Ventinove gli assenti.

Cosa succede adesso

I sindaci Nicola Ottaviani (Frosinone) e Roberto Caligiore (Ceccano) hanno sottolineato che adesso si deve andare avanti lungo la strada della risoluzione della convenzione con il gestore. Il che vuol dire che occorre convocare una nuova seduta della conferenza dei sindaci con all’ordine del giorno il punto. In tempi rapidi, entro dieci giorni. Ottaviani ha chiesto alla Sto di preparare una delibera che vada in questa direzione. Dunque, il procedimento avviato con la diffida ad adempiere del febbraio scorso non si è chiuso. Ma Antonio Pompeo, presidente della Provincia e dell’Ato 5, ha detto: «All’ultima riunione della Consulta d’Ambito mi è stato appositamente chiesto di non andare oltre i trenta giorni dal deposito delle controdeduzioni di Acea. Il termine, a norma della legge 241/90, scade il 14 ottobre (ndr: oggi per chi legge. Il sottoscritto non si assume alcuna responsabilità per la mancata chiusura del procedimento».

Il dibattito in aula

Che il fronte del no alla delibera dell’Ato fosse prevalente lo si è capito immediatamente: i sindaci Nicola Ottaviani, Roberto Caligiore e Carlo Maria D’Alessandro erano seduti uno accanto all’altro. In apertura dei lavori, alle 15.32, hanno risposto in 57. La strategia del centrodestra è stata chiara sin dall’inizio: affossare la delibera dell’Ato, rendere chiara la vittoria politica, ma non procedere con il passo successivo. Sarebbe bastato un emendamento per chiedere che si votasse, contestualmente, la risoluzione. Non è avvenuto.

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha letto il parere dell’avvocato Riccardo Farnetano, sottolineandone le premesse («il collega dà atto che alcuni inadempimenti sono gravi, anche a norma dell’articolo 34 del Disciplinare Tecnico»), ma contestando le conclusioni: «Sulla risoluzione decide l’assemblea dei sindaci. Non è in ballo la politica, ma solo l’aspetto amministrativo». Quindi ha sottolineato: «Con Acea prima risolviamo e poi trattiamo. Come fa la società nei casi di morosità». Il sindaco di Veroli Simone Cretaro ha risposto: «Voi oggi mettete nero su bianco un formale dissenso nei confronti della relazione della Sto e del parere legale. Assumetevi fino in fondo la responsabilità: presentate e votate la richiesta di risoluzione della convenzione con Acea. Se non fate questo, allora è evidente che i motivi che vi spingono sono soltanto elettorali e politiche. Anzi, partitiche».

Il sindaco di Alatri Giuseppe Morini prende ancora una volta le distanze dalla posizione del presidente dell’Ato Antonio Pompeo e il Pd si spacca nuovamente in fase di votazione. A questo punto torna a traballare l’alleanza tra Pd e Forza Italia alla Provincia. Intanto lo scontro frontale tra assemblea dei sindaci ed Acea va avanti.

Il salto nel buio e il fattore elezioni

I punti di vista sono diametralmente opposti. Per Antonio Pompeo «ancora una volta la conferenza dei sindaci non ha preso alcuna decisione». Ha aggiunto: «È stata bocciata la proposta della Sto, senza presentare proposte alternative». Per il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani «è stato, di fatto, dichiarato il venir meno dei presupposti per la continuazione del contratto, che sarà definitivamente risolto con una successiva deliberazione che i sindaci hanno chiesto alla Sto di predisporre».

Al di là di tutto però il fatto è che non sono stati tenuti in considerazione né la relazione della Sto né il parere dell’avvocato Riccardo Farnetani. Per il quale «l’inadempimento attualmente imputabile al gestore è decisamente ridimensionato rispetto a quello contestato nel febbraio 2016, talché sarebbe rischioso - con la certezza di un complesso contenzioso - sostenere che sussistano ancora oggi i presupposti per la risoluzione del contratto».

Stesse conclusioni da parte della Sto. Perché chiederle allora? Ma c’è pure da dire che i voti delle ultime due sedute della conferenza dei sindaci hanno sconfessato l’operato della Sto e anche dell’Ato, presieduto da Antonio Pompeo. Il quale probabilmente è tentato dall’idea di rassegnare dimissioni che però aprirebbero una crisi amministrativa oltre che politica. Il rischio di un salto nel buio c’è. L’ingegner Serafino Colasanti ha illustrato ieri i possibili scenari in caso di risoluzione: si andrebbe avanti per un anno e mezzo con una gestione in economia (solo ordinaria amministrazione), una proroga sarebbe possibile soltanto garantendo l’equilibrio economico al gestore.

Quindi si dovrebbe indire una gara europea per l’affidamento del servizio. Il costo della risoluzione, secondo Colasanti, potrebbe aggirarsi sui 120-130 milioni di euro. Più il valore delle infrastrutture: 50-60 milioni. A pagare il conto, alla fine, potrebbero essere i cittadini, attraverso le bollette. Come successo con il conguaglio di 75 milioni di euro. La maggioranza dell’assemblea dei sindaci è favorevole alla risoluzione e ieri sera è emerso chiaramente. Ma per fare cosa dopo? Questo non è chiaro. E anche ieri è stata bocciata la proposta dell’Ato e della Sto, ma non si è messa in votazione l’opzione della risoluzione. Come sarebbe stato logico.

E anche se tutti ripetono che la politica deve restare fuori dalla conferenza dei sindaci, alla fine il voto riflette sempre i numeri degli schieramenti. Quello di centrodestra adesso ha la maggioranza, mentre le lacerazioni del Pd hanno messo all’angolo il centrosinistra. Sullo sfondo restano sempre le prossime elezioni.

Dopo quelle della scorsa primavera è cambiato tutto, anche in assemblea dei sindaci. Fra qualche mese ci sarà una nuova tornata elettorale e si andrà alle urne pure a Frosinone. Ma un tema come quello del servizio idrico davvero non può essere affrontato sulla base di prospettive politiche o partitiche.

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