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Giovedì 08 Dicembre 2016

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A Frosinone il primo matrimonio gay

Unioni civili

Rosario e Vittorio hanno detto sì: prima unione civile celebrata nel capoluogo e in provincia di Frosinone. Sono due uomini, residenti a Pomezia, e che fino a poche settimane fa hanno vissuto proprio nel capoluogo.

L’amore, quello vero, vince su tutto e tutti. Vince i pregiudizi, i timori, la paura. E ieri, nella stanza dell’ufficiale dello stato civile del Comune di Frosinone, ha trionfato l’amore. I loro occhi esprimevano emozione, i loro sorrisi la gioia vera, come quella del primo giorno in cui le loro vite si sono incrociate, il 25 settembre del 2014.

Da un caffè è scoccato il colpo di fulmine. Il 16 agosto di quest’anno hanno deciso di condividere la vita, in maniera ufficiale, unendosi in matrimonio. Fino a pochi mesi fa non era possibile celebrare il rito civile perché in Italia non esisteva una legge che riconoscesse le coppie dello stesso sesso. Ed ecco che, non appena anche la legge ha detto sì, sono andati al Comune di Frosinone a chiedere informazioni.

Davanti alla risposta: «Se volete l’8 settembre potete celebrare la vostra unione civile» non hanno esitato un attimo e hanno detto il loro primo sì. Sono Rosario Lo Gioco, ventisei anni, e Vittorio Pulina quarantacinque anni, il primo originario di Enna, il secondo di Sassari, la prima coppia che ha dato il via alle celebrazioni delle unioni civili in provincia di Frosinone.

E proprio nel capoluogo hanno trascorso quattro mesi per motivi di lavoro. Hanno lasciato la casa di Frosinone due settimane fa, per tornare ieri e unirsi civilmente. Entrambi hanno scelto i pantaloni bianchi per il loro giorno più importante, camicia di colore blu per Rosario e nera per Vittorio, e cravatte colorate e abbinate ai rispettivi abiti. Accanto a loro le testimoni, Manuela di Ceccano e la madre di Vittorio, oltre ad alcuni amici e familiari.

A celebrare il rito è stato Andrea Manchi, dirigente del settore governance con delega allo stato civile che ha pronunciato: «In nome della legge vi dichiaro uniti civilmente». «Ci siamo conosciuti a Pomezia – ci racconta Rosario – Stavo lavorando nel bar e da un caffè è nato tutto. Terminato il turno di lavoro siamo andati fare una passeggiata sul lungomare di Ostia».

Un ricordo speciale?

«Uno dei primi viaggi, fatto a Gardaland. Abbiamo scattato una foto e su quella foto Vittorio mi ha dichiarato il suo amore, scrivendomi una dedica. Poco dopo siamo andati a vivere in sieme».

Cosa è per Rosario l’amore?

«È un sentimento grande e importante. Dico a tutte le coppie gay di andare avanti e di non nascondersi, amarsi e sposarsi».

Vittorio, progetti futuri?

«Ci stiamo organizzando per prenderci una bella casa, pensiamo di trasferirci nella mia terra, in Sardegna e aprire un’attività».

Un messaggio?

«Non fare l’errore che ho fatto io. Mi sono tenuto tutto dentro, avevo nascosto tutto, soltanto dieci anni fa mi sono liberato. La vita è una sola...».

A Frosinone come vi siete trovati?

«Siamo stati molto bene, non è un paesino, è una bella città. Anche le persone, bella gente».

Dopo le foto di rito, con le fedi al dito e gli auguri, la partenza per Latina, a casa di un’amica, dove è stato organizzato un momento conviviale. Auguri.

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