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Viaggio sulla 156: strada regionale tra emergenze e criticità

Frosinone

Il suo tratto più antico ha 63 anni. Portati male, malissimo, nonostante non sia così anziana e a dispetto di quei ritocchini arrivati intorno agli anni Settanta. Detto a una donna, chiunque verrebbe immediatamente tacciato di scortesia e cattivo gusto. Ma il riferimento è alla strada statale 156, la famigerata Monti Lepini, che solo a pronunciarla equivale a scusarsi per il ritardo garantito. E, a meno che non si abbia tempo e voglia di raggiungere il capoluogo pontino attraversando cime e paesini delle splendide alture ciociare, il viaggio da Frosinone a Latina sarà, quasi certamente, un calvario.

Il percorso

La 156 inizia dal quadrivio con la ex statale 6 Casilina e la 155 di Fiuggi in direzione sud. Percorrendola si raggiungono Ceccano Patrica, Giuliano di Roma,Prossedi, Priverno e Sezze. All’intersezione con la statale 7 Appia entra nel territorio comunale di Latina e, dopo pochi chilometri, al centro città.

Tratti e competenze

Con il decreto legislativo n. 112 del 1998, dal primo febbraio 2002 la gestione è passata alla Regione Lazio, che poi ha devoluto le competenze alle Province di Frosinone e Latina. Dal 5 marzo 2007 la società Astral ha acquisito la titolarità di concessionario.

Traffico e condizioni dell’asfalto

Tralasciando il percorso interno al capoluogo ciociaro, proseguendo a sud, all’altezza del bivio per la zona industriale Asi, il traffico raggiunge già livelli da record, tra automobili e mezzi pesanti che creano, nelle ore di punta e non solo, incolonnamenti e tratti lumaca. Poco più avanti, in territorio di Ceccano, la situazione si complica con la presenza, dal novembre 2013, del cantiere per la frana che, da tre anni a questa parte, ha causato, dal km 10+400 al km 11.300, il restringimento della carreggiata (in due fasi distinte) con la perdita della corsia d’emergenza e l’interdizione ai mezzi pesanti.

Discariche nelle piazzole di sosta

Poco più avanti, quando la cartellonistica stradale segna il cavalcavia numero 17, l’attenzione dell’automobilista, che prova a guadagnare velocità e tempo, viene distolta da una piazzola di sosta più somigliante a una discarica. È lì che, di giorno e di notte, proliferano diverse tipologie di rifiuti: dagli elettrodomestici dismessi ai vecchi divani,dalle buste di vestiti ai resti di generi alimentari. Ultimamente la varietà si arricchisce anche dei più semplici sacchi di immondizia: quello è uno dei regni preferiti dai furbetti (che non sembri un complimento!) della raccolta “porta a... strada”.E non è l’unico, purtroppo: a 30 chilometri da Latina e a pochi metri dallo svincolo per Maenza, lo spettacolo riserva una degna replica.

Segnaletica da rispolverare

Senza contare che, per chi percorre la 156 per la prima volta, quello che balza agli occhi è una segnaletica a “intermittenza” che, in alcuni casi specifici, è addirittura offuscata da una folta vegetazione. Ed ecco che arriviamo allo svincolo per Terracina. Ma da qui è tutta storia pontina.

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