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Martedì 06 Dicembre 2016

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I Sindaci mettono in mora Acea. Ma sul voto combinano un bel pasticcio

Frosinone

Come annunciato nel precedente articolo, i Sindaci componenti l'Assemblea dell'Ato 5 hanno votato a favore della delibera con la quale la società Acea, da anni gestore del servizio idrico integrato provinciale, viene messa in mora per gravi inadempienze contrattuali rispetto alla convenzione a suo tempo stipulata con l'Amministrazione provinciale di Frosinone. 

In pratica, l'Assemblea dei Sindaci ha consegnato alla società una diffida ad adempiere a tutti gli oneri contrattuali finora non rispettati entro sei mesi, trascorso tale periodo, se Acea non avrà provveduto a mettersi in regola, potrà essere avviata la rescissione del contratto. Il primo atto in tale direzione è quindi stato compiuto con una votazione svoltasi poco fa nel Salone di Rappresentanza della Provincia, dove la seduta era in corso dalle 14.30 circa di oggi pomeriggio. Una votazione con la quale i Sindaci presenti hanno accolto la proposta del presidente della Provincia, Antonio Pompeo, che aveva ipotizzato una diffida con sei mesi di tempo ad Acea per adempiere contrapposta ad analoga diffida proposta dal Sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore, che però, più severamente, voleva concedere ad Acea solo tre mesi e non sei.

I Sindaci presenti erano 75 (11 in meno degli 86 che compongono l'Ato 5, gli altri 5 che portano il totale ai 91 comuni presenti in Ciociaria fanno parte dell'Ato pontino). Di questi, 74 hanno votato a favore della diffida con conseguente messa in mora di Acea. Contrario il solo sindaco di San Giovanni Incarico Antonio Salvati. 

Erano assenti, come detto, i sindaci di undici comuni. Ecco l'elenco: Atina, Ausonia, Campoli Appennino, Casalattico, Castelliri, Castelnuovo Parano, Colfelice, Fontechiari, San Biagio Saracinisco, Vallemaio e Campo di Mele. 

Va comunque detto che sull'esito dell'Assemblea pesa come un macigno una vera spada di Damocle: la votazione, infatti, è avvenuta per alzata di mano e non per appello nominale come invece il regolamento prevede. Ciò toglie certezza alla sussistenza del doppio quorum richiesto per la validità del voto - il numero dei Sindaci e la popolazione rappresentata, che in entrambi i casi devono essere superiori al 50% del totale (nel caso specifico dei 75 comuni presenti, la popolazione rappresentata sarebbe di 460.623 abitanti pari al 96.02% del totale). Requisiti che però solo in teoria sussistono, visto che con la votazione per alzata di mano e senza appello nominale, con tanto di verbalizzazione documentata, si perde certezza dei presenti al voto e quindi di quanto realmente avvenuto

La conseguenza è che la delibera adottata potrebbe essere facilmente impugnata da Acea, proprio per un vizio formale (ma anche sostanziale). Insomma, l'idea è che ancora una volta i Sindaci ciociari abbiano combinato un bel pasticcio, che potrebbe vanificare la votazione e tutto ciò che dovrebbe conseguirne. 

Si va verso l'avvio dell'iter per la risoluzione del contratto tra l'Amministrazione provinciale e la società Acea, da anni gestore del servizio idrico integrato in provincia di Frosinone.

Verso tale determinazione sembrano muoversi i 75 Sindaci dell'Ato 5 che dalle 14.30 circa di oggi pomeriggio sono presenti nel Salone di Rappresentanza dell'Ente di Piazza Gramsci (numero davvero record, considerando che il totale, tolti i cinque che fanno parte dell'Ato pontino, è di 86).

Una riunione infuocata, quella in corso, che vede i primi cittadini dei diversi schieramenti politici, di centrosinistra che sono la maggioranza e di centrodestra, impegnati in una fitta serie di riunioni nelle stanze di Palazzo Iacobucci finalizzate a mettere a punto le strategie politiche più redditizie in vista dell'ormai prossimo voto sulla delibera che prevede, appunto, la risoluzione del contratto con Acea, come del resto più volte e da più parti richiesto. 

L'obiettivo dei partiti è ovviamente quello di capitalizzare politicamente quella che potrebbe essere una storica decisione. Diverse le posizioni in campo, ma tutto dovrà alla fine convergere nella votazione finale. 

Intanto, poco fa è stata rigettata una proposta di sospensione della seduta, dopo un infuocato intervento del sindaco di Alatri Giuseppe Morini, da sempre fra i più accaniti sostenitori della necessità della risoluzione del contratto con Acea.

Due, in particolare, le posizioni in campo: quella del presidente della Provincia Pompeo, che vorrebbe consegnare ad Acea una diffida ad adempiere a tutti gli obblighi contrattuali di sei mesi, e quella di Caligiore, sindaco di Ceccano, che vorrebbe invece ridurre tale termine a soli 3 mesi. 

Di qui la presentazione di ben 12 emendamenti, che dovranno essere discussi e votati uno ad uno e che pertanto lasciano prevedere una lunga maratona che potrebbe protrarsi, salvo sospensioni dell'assemblea, fino a notte fonda. 

Il tutto si sta svolgendo sotto il pressing di centinaia di cittadini e di membri di numerosi comitati, giunti anche in pullman da tutta la provincia e che sostengono con forza, da anni per la verità, la necessità di rompere il contratto con Acea, responsabile, a loro dire, di inadempienze di vario genere. Da ore stanno facendo sentire la loro voce nel piazzale antistante la Provincia, essendo stato loro interdetto l'accesso all'interno dello stesso per motivi di ordine pubblico. 

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