Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Sabato 03 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









0

Liù Bosisio compie ottant’anni: un ritratto inedito

Roma

Tutti conosciamo Liù Bosisio per la sua carriera di attrice (cinema, televisione, ma soprattutto teatro) e per la sua fortunata attività di doppiatrice, eppure al di là dell’artista nota al grande pubblico, si nasconde una Liù più intima, piena di passioni e interessi, attenta ai cambiamenti della società e al modo di relazionarsi dell’epoca moderna: gestisce un suo personale profilo su un noto social ed è presente in rete con un interessantissimo sito web. Nel visitare così il suo sito ufficiale (liubosisio.com), concepito come il palcoscenico di un teatro, potrete constatare come la Bosisio sia un artista poliedrica e come la sua vocazione artistica vada oltre quella che è stata la sua carriera nello spettacolo. Un animo sensibile, dunque, alla continua ricerca della bellezza (e della verità). L'abbiamo intervistata in occasione del suo 80° compleanno, che festeggerà oggi, 30 gennaio 2016. 

L’intervista

Nella sezione “Fogli sparsi”, ecco raccolti brevi racconti, impressioni e quelli che lei chiama goffi tentativi. Qual è il suo rapporto con la scrittura ? Non dimentichiamo che lei, tra l’altro, ha pubblicato anche un romanzo autobiografico dal titolo Il Carbonio nell’anima (Buffoni Maledetti Editori, 2009).

Non sono un subacqueo e quasi non so nuotare. Ma una volta, eravamo a Ginostra, una cara amica esperta di mare e di onde e di abissi, mi ha convinta con queste parole: “Tieni la mia maschera e prendi un gran fiato, poi dammi la mano… io ti porto con me… fidati!”. E io mi sono fidata. Non dimenticherò mai quell’ immersione, la prima della mia vita! Ero diventata leggera e il lambire dell’acqua era amorevole. Scesi giù, trascinata da lei, non tanto, ma abbastanza da poter vedere la sabbia bianca sotto ai miei piedi… Ero stupefatta: le rocce piene di colori, gli animalini che mi guardavano curiosi, e le erbe che dondolavano illuminate dal sole che filtrava … un incantesimo, una meraviglia che mai avrei potuto immaginare… Poi Annamaria, così si chiamava la mia indomita amica, mi diede un colpetto spingendomi verso l’alto e in un attimo mi ritrovai con il busto al di sopra di quel mare che avevo tanto temuto. La mia gioia! Tremavo dall’emozione: quel mio breve, brevissimo viaggio, il tempo di un respiro, mi pareva impossibile averlo intrapreso proprio io! Perché ho raccontato tutto questo? Perché per me, scrivere, è un ripetersi di quell’ incanto. E’ un immergersi nella memoria… odori, parole udite, canzoni, emozioni … tutto ritorna, e alle volte… sì, alle volte questo tuffo nel “dentro” non è solo gioia, ma ti fa anche soffrire… Cito a questo proposito qualche riga tratta dal mio libro “Il Carbonio nell’Anima”. “Luisa è scossa, tutto intero il suo passato le galleggia intorno come acqua che sale in un alluvione. Oggetti, fiori sradicati, visi di antichi compagni, musiche lontane, echi di voci, brandelli di vita... tutto le piomba addosso minacciando l’integrità del suo equilibrio già tenuto insieme con gli spilli.”
Ma è una sofferenza che fa bene, poi ci si sente come liberati, più leggeri. Ecco perché scrivo.

Altre due sezioni attirano la mia attenzione, quella dei Collage digitali e quella dei Collage e Tableaux. Cosa cerca di esprimere attraverso la pittura o il collage?

Dopo tutta una vita per il teatro, ora vivo in campagna, e qui, finalmente, posso “giocare” come ho sempre desiderato...Colori, pennelli, terre da plasmare, minerali da cuocere, oggettini minuscoli da trasformare, incollare... e ritagli, ritagli... di stoffa, carta da parati, giornali... tutto insomma ciò che mi attrae e stimola la fantasia...Cammino per le strade guardando per terra, posso sempre trovare qualche tesoro, no?... Sì, qualche tesoro: un sasso, una foglia secca, un piccolo vetro satinato dal tempo. Ho partecipato a “mostre di strada”... mi piace vedere sui visi della gente lo stupore infantile che affiora davanti ai collages... e sono paga di questo. Per quanto invece riguarda la pittura… beh… è tutta un’altra storia. Ho fatto a questo proposito delle riflessioni. La tela, per me, deve essere lo specchio del mio “dentro”, deve cioè raccogliere le mie emozioni. Se in me non c’è emozione, la tela, come il foglio bianco di una pagina, rimane muta. Ecco che mi ritrovo davanti alla tela tutta bianca che mi guarda, con la stessa intensità di come la guardo io. Può arrivare ad intimidirmi, farmi tremare un poco… Quale segno, colore, materia vuole da me? E cosa sono io disposta a darle? E qui compio lo stesso viaggio interiore come per lo scrivere. E’ difficile dare tutto di sé stessi: pudore, autocritica, riserbo… Ma se dentro hai il “casino”, i ricordi che si accavallano, i miraggi che fanno sognare, i ricordi insopportabili… allora è il momento. Sì, quello è il momento! E se ti dai… allora avverrà il miracolo. E come? … Semplicemente abbandonandoti. Da un ricordo nascerà una linea ben definita, dal tormento, una cara macchia di colore che andrà espandendosi con grandi pennellate, o userò le spatole, o addirittura, come mi capita spesso, le mani, le dita, perché è pur bello tuffarsi nella materia… è avvincente! Diventi tutt‘ uno col tuo sogno o dolore. Ma se le cose non stanno così… meglio per quel giorno lasciar perdere. Inoltre la nostra cara tela dove depositare le nostre “visioni”, può trasformarsi, ingobbirsi, lacerarsi, “tramutarsi”. Non è detto che lo “specchio” dei nostri sogni o incubi sia necessariamente una tela, no? Può essere faesite telata, legno, compensato, tegola, rame e così via. O anche semplicemente un bel foglio bianco. Sta a me decidere quale e come deve essere il contenitore delle mie emozioni. Oppure potrà essere la tela stessa, ma lavorata: ispessita magari. Con della polvere di marmo da espandere dopo aver cosparso la tela di collante, ad esempio Ci sono dei preparati in commercio atti a questo scopo, ma io credo che prepararla da me sia più soddisfacente. Anche qui la scelta del materiale è soggettiva: ho esperienza di un quadro ricoperto totalmente di piccoli sassi. Del resto l’arte del mosaico lo insegna. Ne ho visti di stupefacenti fatti interamente con fiammiferi, altri con riso di varie qualità (cambiano gli spessori ed il colore), e di gusci d’uovo (anche questi sono di varietà infinita, basta cercarli). In questi casi però bisogna essere provvisti di una pazienza da certosino. Comunque il fatto è questo: tutto si presta a far da cassetto alla fantasia. Io stessa lavoro da anni sul polistirolo. Ritornando alla tela, voglio fare un attimo mente locale… Ricordo Fontana… le tagliava, le bucava … Mafai le ricopriva in parte di tela di sacco, Burri usava sacco e corde, Bay, i suoi “Generali”, li ricopriva di medaglie. Per arrivare a Del Pezzo che ha fatto di tutto. Ho visto in un suo quadro la parte superiore di una dentiera e aveva un suo perché lo stare lì, in alto a sinistra, completamente ricoperta di smalto bianco. A me personalmente ha fatto un certo effetto sgradevole, devo dire la verità, ma se l’artista l’ha posta in essere, vuol dire che un suo senso, che a me sfuggiva,l’aveva. Tutto questo per dire che le possibilità sono innumerevoli e innumerevoli sono i rivoli che ci possono aiutare ad esprimermi..

Su suo consiglio spegniamo la musica che fa da sottofondo al sito ( come lei gentilmente ci invita a fare attraverso il primo "diamante" a destra ), per gustare dei video ideati e realizzati da lei, passione che il pubblico ha avuto il piacere di ammirare nella manifestazione Corti a Corte ( Brescia, 2013 ). Ce ne può parlare anche in rapporto all’uso che fa della tecnologia?

Oh, i video sono un’altra mia passione. Da quando uso il computer non mi stanco d’imparare (basta che non parliamo di bit, per favore). Tutto mi interessa… mi piace curiosare nel web! E poi… e poi adoro la “ricerca”. Una volta la si faceva nei libri, nelle enciclopedie… ora la si fa nel web. Porto un esempio… posso? La guerra! È una cosa che mi opprime, mi dà un’angoscia immensa… di questi tempi non si parla d’altro… intere popolazioni sradicate, uccise…. Come si fa a non pensarci? Mi chiedo: cosa posso fare, io, in questo mio piccolo angolo di mondo?... che posso fare?.. Decido all’istante: un video, sì, un video da mettere in rete, che tutti vedano, sappiano, tocchino con mano cosa sta succedendo…E qui comincia la ricerca… e sotto ai miei occhi passano migliaia di morti… di bambini trucidati… un vero orrore! Con un grande magone scelgo le immagini per il mio video… e ascolto brani e brani di musica per trovare la più adatta ad accompagnare tutto questo dolore… Ecco qui: “Sporca guerra” https://youtu.be/WZ2NijF1PAk Non ci sono parole…

Infine non poteva che non concretizzarsi ( nel vero senso del significato ) il suo amore per l’arte: un altro giro di mouse, ed eccoci alle prese con il Raku (nel 2010 presso il Museo Diocesano di Brescia, ne è stata allestita persino una mostra dal titolo Il Miracolo dell'Argilla ). Cosa può dirci riguardo questa particolare tecnica ceramica?

Terra, aria, acqua, fuoco: questi i quattro elementi necessari per la nascita del RAKU. Io la chiamo “La gioia nelle mani”.Quando prendo l’argilla, così umida come sabbia di mare, duttile, generosa… io mi sento felice. Non so mai cosa farò: non esiste progetto in me, né voglio che esista. Mi lascio andare, le mani vanno da sole assecondando la cara materia, sia essa rossa e delicata, sia bianca e grezza dal passato millenario… Si ha tra le mani qualcosa di altamente spirituale che ti rimanda ad antichi riti… e allora il pensiero va, cercando di coglierne il segreto, il mistero…

La sua tecnica?

La mia tecnica... Non lo so. No, non lo so proprio...Io non rifletto, non studio... io vivo e basta. Vivo tutto... Quando vedo un bel pezzo di cartone... beh, io sono quel cartone... e così con una radice, un pezzo di faesite, la vecchia “carta del macellaio”... la ricordate? era giallo senape, di grana grossa... a suo tempo, avevo vent’ anni, ne feci una scorta... E ne ho ancora! E’ perfetta per le tempere... diventa quasi... mi manca la parola... PERGAMENA! ecco, pergamena! è fantastica questa carta!E poi il cartone da imballaggio (è doppio con dentro dei cilindretti)... è bellissimo dipingere su questo materiale... Il paesaggio, se si tratta di tale, risulta mosso... gli alberi sembrano attraversati dal vento. Tutto è bello, tutto mi serve... mattoni, tegole, lamiere, legno.. A casa non ho una cantina, ma una grotta... Bene. E’ piena di tutto ciò che mi esalta. Al mare portavo sempre con me una valigia vuota. Mi serviva per mettere i sassi, quelli bianchi, tondi, levigati dall’acqua... Ho fatto dei quadri con questi sassi. Un altro problema è creare la forma... come? polistirolo, legno, gesso?.. Non lo so: mi aspetto di svegliarmi una mattina e di scoprire di saperlo... Ma da un po’ di anni, comunque, ho scoperto il prodigio del polistirolo... Sono andata per pattumiere mesi e mesi a cercare i contenitori di frigoriferi e tv... E’ “amabile” il mio polistirolo, si lascia fondere, corrodere, incollare, dipingere... I miei tableaux sono fatti così: sono la “forma” dove immettere tutto il mio mondo... Il mio caro e amato polistirolo! E’ come con l’argilla: io non so che cosa farò...mai! Mi lascio guidare da lei... la sua duttilità m’ incanta. So solo che io sono tutt’ uno con lei e LEI prende la forma dei miei pensieri, delle mie emozioni. Certo, ho fatto anche dei piatti e delle scodelle, ma solo per imparare ad usare i piombi, i colori, le cotture, le riduzioni...Altre volte in un angolo del mio io fa capolino un larvato, timidissimo accenno di progetto... ne ho quasi timore, non me ne sento all’altezza forse... O forse è proprio la “cova” che m’appassiona?.. Non so se mi sono spiegata bene. .. Mi rendo conto che tutto questo è poco professionale... ma io non “professo”... Io gioco! Gioco con le mani sopratutto... E’ bellissimo avere delle mani così leggere alle volte e altre volte forti e dure per domare, piegare... Si sa: dietro c’è il cuore, il cervello, i ricordi, le nostalgie... Le mie mani mi servono per tirare fuori da me quello che tante volte è difficile da esprimere perché il mio lessico è limitato. Posso scrivere, quello sì, ma parlare! parlare è un’altra cosa, vero? E così, ritornando alla tecnica che posso dire? che se dipingo uso solo la spatola perché con il pennello mi sembra troppo facile? che uso le mani per stendere gli acquarelli perché le mie dita sono più sensibili di un mucchietto di peli? Che nei miei collages preferisco ritagliare ed incollare una damina del Pisanello perché senz’altro, nel disegnarla, è stato più bravo di me?... Non so se tutto questo possa chiamarsi tecnica... ne dubito fortemente. Non mi ritengo un’ artista, per nulla, ma solo una brava artigiana, ormai vecchietta, con intatta la voglia di giocare come quando era bambina. Grazie.

Liù Bosisio (30 Gennaio 1936, Milano)

Attrice, doppiatrice, scrittrice, pittrice e ceramista Raku: tutto questo è Liù Bosisio, artista poliedrica nel vero senso della parola. Attiva al cinema soprattutto tra gli anni ’60 e gli anni ’80, ha interpretato la «signora Pina» in «Fantozzi» (1975) e l’anno successivo in «Il secondo tragico Fantozzi» entrambi diretti da Luciano Salce. E’ stata diretta quindi da Sordi, Bolognini, Steno, Bertolucci, Paul Morrissey e molti altri ancora. Importante la sua attività come doppiatrice, soprattutto di alcuni dei personaggi animati più di successo come Spank, Doraemon, lo scoiattolo Banner, Charlie Brown e soprattutto è stata per ben ventidue stagioni la voce ufficiale di Marge Simpson e per ventuno quella delle sue due sorelle Patty e Selma. Per il grande schermo ha quindi doppiato Agostina Belli in Telefoni bianchi, Marie Kean in Barry Lyndon, Diane Ladd in Alice non abita più qui, Julie Harris in Gorilla nella nebbia e Susan Anspach in Provaci ancora, Sam. A teatro, dopo aver frequentato l’Accademia di Arte drammatica di Milano, lega il suo nome a quello di Luca Ronconi con il quale lavora per ben cinque anni in Italia ed all’estero. Insieme a Peppino Venetucci, scrive la riduzione teatrale di Povera gente, primo romanzo di F.M.Dostoevskij, che diretto dallo stesso Venetucci, sarà trasmesso più volte dalla Rai. Dopo aver abbandonato la carriera di attrice, Liù si dedica tra l’altro alla letteratura e nel 2009 pubblica il romanzo Il carbonio nell’anima, ispirato alla sua vita già narrata in una serie di diari.


Il sito ufficiale: www.liubosisio.com

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400