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Polvere Di Stelle: il ricordo del mago Alì Musmè (l’attore Marco Leandris)

Roma

Marcello Alessandri in arte Marco Leandris è attore di teatro, di cinema e parte importante della storia dell'avanspettacolo, genere teatrale che ha vissuto da protagonista. Tra i tanti lavori, come non ricordarlo in una memorabile edizione del Pinocchio di Collodi, dove affianca Carlo Campanini, nel quale ricopre il ruolo del protagonista. Al cinema è con Alberto Sordi e Monica Vitti il mago Alì Musmè nel film Polvere Di Stelle, è protagonista di un episodio (Desiderio) del film Sogni e Bisogni di Franco Citti, e quindi al fianco di Mariangela Melato nello sceneggiato televisivo Lulù di Sandro Bolchi. Nel film Stelle Stelline di Vanna Paoli interpreta se stesso. Con lui abbiamo ricordato la sua esperienza al fianco di Sordi.

ML: Lo dico con una certa tristezza, ma anche con tanta nostalgia. Di questa scena (vedi foto n.3, ndr) ne sono stato “protagonista” molte volte nel corso dei miei 62 anni di attività teatrale. Quando la produzione mi ha chiamato ad interpretare il ruolo di “Alì Musmè”, (un barbiere professionista che, infiammato dalla magia, diventa prestigiatore in una compagnia d’avanspettacolo) sapendo, il film diretto da un maestro come Alberto Sordi, per la prima volta sono stato io a dare l’addio ai miei compagni di tournèe: per accettare il ruolo affidatomi lasciai la compagnia a Chieti e raggiunsi Cinecittà.

Sembra una scena dello stesso film, infatti Mimmo Adami (Alberto Sordi) nella scena della Galleria Colonna recluta i suoi fidi compagni per un “giro” in Abruzzo, che, dopo il trionfo al Petruzzelli di Bari con lo spettacolo per gli americani, si conclude a Roma davanti al comando alleato con lo “scioglimento” della compagnia. Metafora della vita dell’attore professionista. Già Chaplin, in “Luci della ribalta” rappresentava la fine di “Calvero“ come la fine del glorioso Varietè che aveva trionfato nella Belle Epoque.

Qui è rappresentata la fine dell’avanspettacolo, (storicamente avvenuta nel ‘68 con l’arrivo da Parigi dello spogliarello), ambientata alla fine della seconda guerra. Uscito in prima visione a Roma nell’ormai scomparso cinema Metropolitan in piena “austerity” il film non ebbe il successo sperato. Costato al produttore Edmondo Amati quasi un miliardo trecento milioni, forse fu trovato troppo melenso nella storia d’amore tra la soubrette Dea Dani (Monica Vitti) ed il militare americano (John Philp Law). Fu a questo punto che Sordi ebbe il coraggio di acquistare i diritti del film,ne fece un nuovo montaggio ed uscì la nuova edizione diventando un cult del cinema italiano.

Tredici settimane di lavorazione a Roma , Napoli e Bari furono per me un ritorno alle nostre “avventure” giornaliere: i treni, gli alberghi, gli incontri con personaggi del nostro ambiente diventati famosi, gli applausi, i dissensi ecc. Un film “vero” con la maggior parte degli attori presi dall’ambiente dell’avanspettacolo, Bob er danzone, Alfredo Adami, Giulio Massimi, Tino Cervi l’impresario Armando Caggegi e tanti altri, che fanno da sfondo ad una esperienza teatrale che, negli anni del boom economico ebbe una forte funzione sociale nell’inserimento delle popolazioni del sud nel tessuto industriale del nord. Cari ricordi che,ora che le cose si vedono con l’occhio stanco da tanta vita “vissuta” , ci riportano con nostalgia ad una poesia che recitavo nel finale dell’ultima “rivista” della mia vita.

“Addio, vecchie compagne d’avventure, dai profumati baby-doll di pizzo, di voi mi resta solo un indirizzo, che mi deste partendo in tutta fretta. Vi mando un bacio, un ricordo ed un sorriso alla pensione, forse, PARADISO.”

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