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"Un posto al sole", viaggio nella fiction italiana: conversazione con Alberto Rossi

Roma

Alberto Rossi è uno dei volti più noti della nostra televisione. Subito dopo essersi diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, debutta giovanissimo ne “I ragazzi del muretto”. A teatro recita al fianco di un mostro sacro come Giorgio Albertazzi. Per il grande schermo viene diretto da registi come Maurizio Ponzi, George Miller, Pupi Avati e Matteo Garrone. Sin dalla prima puntata (21 ottobre 1996) interpreta Michele Saviani, nella fortunata serie televisiva “Un posto al sole.”

L’intervista

“Un posto al sole” è la fiction italiana più longeva del nostro panorama televisivo: proprio quest’anno tagliate un traguardo impressionante, quello dei vent’anni. Come è iniziata questa avventura?

Beh molto semplicemente con un provino…a seguito del quale non pensavo proprio di venir preso. Ed invece dopo un paio di settimane sono stato richiamato per quello che in gergo si chiama un callback, cioè un provino su parte molto accurato a seguito del quale sono stato preso…ormai vent’anni orsono…

Lei interpreta uno dei personaggi di punta (e di maggior successo): Michele Saviani, presente fin dall’esordio della serie. Ci sono dei punti in comune? Negli anni le è capitato di apportare o proporre idee riguardo il suo personaggio?

E’ inevitabile che ci siano dei punti in comune. Il personaggio, in un’economia così estesa in termini di tempo ha inevitabilmente punti in comune con l’attore che lo interpreta. Noi siamo in constante feedback con il pool degli sceneggiatori, per quanto mi riguarda è capitato che loro abbiano scritto una storia su di uno spunto suggerito da me. E questo mi ha fatto molto piacere.
Saviani, giornalista nella vita, è responsabile tra l’altro di una radio: se non avesse intrapreso la carriera d’attore, Alberto Rossi sarebbe potuto diventare un conduttore radiofonico? Mai dire mai, non mi dispiace affatto interpretare un giornalista radiofonico d’assalto. Forse avrei potuto fare una cosa del genere, forse, chissà…senz’altro no per quanto riguarda la carta stampata…

In questo lunghissimo periodo lei si è cimentato anche nella regia. Può parlarcene?

E’ stata ed è un’esperienza che desideravo fare da diversi anni dopo aver cominciato come attore. Ho studiato molto per non farmi cogliere impreparato, ma anche perché era una cosa che desideravo moltissimo. E’ andata molto bene, soprattutto per quanto è riguardato il rapporto con i miei colleghi che mi aspettavano “al varco”…dopo le prime puntate proprio loro mi hanno chiesto di ripetere l’esperienza! E così è stato, ho diretto circa venticinque episodi.

Prima di “Un posto al sole”, lei ha partecipato (nel ruolo di Mitzi ) ad un’altra serie televisiva di successo (sempre targata Rai), “I ragazzi del muretto”. Due progetti diversi, sotto molti aspetti indubbiamente. Cosa può dirci a riguardo?

Tanto per cominciare il format, uno era una vera e propria fiction con cadenza settimanale, il secondo un prodotto giornaliero. A livello di storie il primo era incentrato su un gruppo di liceali romani con storie di vita variegate, il secondo è incentrato sulla vita all’interno di un condominio. Comunque in comune hanno avuto il fatto di essere state e di essere prodotti innovativi che vuoi o non vuoi hanno fatto e stanno facendo la storia della RAI.

Un’ultima domanda: qual è, secondo lei, il punto di forza di un successo (pienamente meritato peraltro) come quello di “Un posto al sole”?

Minoli che se l’è inventato e il fatto che abbia voluto che venisse realizzato a Napoli. In nessun’altra città d’Italia avrebbe retto come ha retto e come ancora sta reggendo dopo tutti questi anni.

Curiosità

Le vicende dei protagonisti di “Un posto al sole” sono ambientate a Palazzo Palladini, prestigioso edificio, situato sulla collina di Posillipo a Napoli. In realtà Palazzo Palladini altro non è che Villa Volpicelli, che la produzione ha scelto per rappresentare gli esterni ( in relazione a Palazzo Palladini ) della fiction. La villa, venne acquistata nel 1884 da Raffaele Volpicelli, titolare all’epoca della più grande industria napoletana di carbone.

Alberto Rossi: filmografia.
Cinema:
L'olio di Lorenzo, regia di George Miller (1992)
Ritorno a Parigi, regia di Maurizio Rasio (1994)
DeGenerazione - Episodio: Consegna a domicilio, regia dei Manetti Bros. (1994)
Classe mista 3ª A, regia di Federico Moccia (1994)
La donna misteriosa, regia di Faliero Rosati (1995)
Dentro il cuore, regia di Memè Perlini (1996)
Italiani, regia di Maurizio Ponzi (1996)
I cavalieri che fecero l'impresa, regia di Pupi Avati (2001)
Reality, regia di Matteo Garrone (2012)
Televisione:
Michelangelo, regia di Jerry London (1991)
I ragazzi del muretto, registi vari (1991)
Ti ho adottato per simpatia, regia di Paolo Fondato (1991)
I ragazzi del muretto 2, regia di Ruggero Deodato e Lodovico Gasparini (1993)
Un posto al sole (1996 in corso)
Giornalisti, regia di Donatella Maiorca e Giulio Manfredonia (2000)
Turbo, regia di Antonio Bonifacio (2000)
Don Matteo 4 - Episodio: Campagna elettorale, regia di Andrea Barzini (2004)
Padre Speranza, regia di Ruggero Deodato (2005)
Fidati di me, regia di Gianni Lepre (2008)
R.I.S. Roma 3 - Delitti imperfetti, regia di Francesco Miccichè (2012)


La scheda di Alberto Rossi nel sito ufficiale di “Un posto al sole”:
http://www.unpostoalsole.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-229a0aa5-79d9-478c-96da-fae4a68c1271.html

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