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Martedì 06 Dicembre 2016

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Progetto Parco Matusa: ecco la rivoluzione silenziosa del verde

Frosinone

Francesco d’Assisi amava dire: “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”. Quello che sembrava un sogno, ovvero la realizzazione di un grande parco verde al posto dello stadio Comunale, sta diventando realtà. La percezione si è avuta ieri, nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti dove sono stati presentati gli elaborati del concorso di idee che ha coinvolto gli studenti dell’Aba nel progetto del parco voluto dall’amministrazione Ottaviani. “L’Accademia di Belle Arti di Frosinone - ha detto il direttore dell’Aba Luigi Fiorletta - si presenta come un’istituzione che dialoga con il territorio e il progetto del parco “Matusa” ne è una palese dimostrazione. Sono 26 gli studenti che hanno partecipato per 16 elaborati. Una porta per il futuro, un segnale delle capacità che l’Accademia può mettere in campo».

«Nelle scorse settimane - ha detto la professoressa Ketty di Tardo che, con la docente Chiara Cibin e la supervisione del famoso architetto Riccardo Vannucci e la presenza della paesaggista Silvia Ramieri, ha coordinato il lavoro degli studenti - si è innescato il dibattito circa ciò che avverrà quando lo stadio perderà la sua funzione sportiva. Un workshop site-specific ha dato l’avvio alla discussione progettuale. Il punto di partenza sono state le richieste del sindaco Ottaviani che ha dato alcune linee guida: creazione di un parco con percorso pedonale e ciclabile intorno al campo di calcio, mantenimento della tribuna centrale e riutilizzo con la creazione di uno spazio/teatro, realizzazione di due punti ristoro: uno orientato verso il gruppo adulto ed uno verso i più giovani, area gioco per i più piccoli, mantenimento delle torri faro e loro integrazione nel contesto con interventi di materiali e di colore, panchine per riposo e ristoro. Agli studenti - ha continuato la di Tardo - è stato richiesto di ripensare al vuoto urbano con il supporto di un questionario lanciato sui social network al quale hanno risposto 160 persone in una sola mattinata, i dati sono stati analizzati e messi a disposizione dei progettisti. Al contempo le docenti hanno fornito dei riferimenti progettuali europei che hanno già dato forma urbana e caratterizzato spazi simili a quello oggetto del workshop. Oltre al progetto urbano d’insieme è stato richiesto di studiare gli arredi, i giochi per bambini e le pavimentazioni, i chioschi commerciali e gli spazi di incontro nell’intento di dare risposta alle necessità di una città frastagliata come quella di Frosinone . Il tema di “urbanistica partecipata” ha dato luogo ad una serie di progetti innovativi che nella maggior parte tentano di ricucire la cesura data dall’attuale recinzione e tribune metalliche, restituendo il ruolo di piazza all’area affacciante su viale Mazzini,con luoghi di riposo e gioco dove il verde gioca un ruolo preponderante. La cosa particolare che rende unico questo progetto - ha concluso la di Tardo - dietro l’indicazione di un sindaco illuminato, è quella di uno spazio verde non recintato che ricuce le parti della città e che rappresenta un unicum in Italia. Gli allievi hanno dato prova di grande competenza e fantasia, con un sorprendente sincretismo multidisciplinare, ispirandosi nelle suggestioni progettuali, tutte economicamente sostenibili e rientranti nel budget fissato dal Comune, anche a parchi di grandi città europee ed americane, tra cui Saragozza, Copenaghen, San Gallo e Chicago».

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