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Martedì 06 Dicembre 2016

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Altro che Gigi Buffon: il recordman è Raffaele Trentini, il "Cudicini ciociaro"

Sport

Raffaele Trentini ha settant ’anni. È un dinamico pensionato che, dopo un lungo girovagare nello Stivale, ha deciso di vivere tra le colline ubertose di uno dei posti più incantevoli d’Italia dove viene prodotto uno dei vini più apprezzati della tradizione italica: il luogo natio tra San Bonifacio e Soave, nella fertile provincia veronese. Gianluigi Buffon, campione del mondo nel 2006, vincitore di una messe infinita di titoli con la Juventus, sta per scrivere una pagina straordinaria nella storia della Serie A.

Cosa hanno in comune Trentini e Buffon? I record di imbattibilità. Buffon è, infatti a 4’dal primato di Sebastiano Rossi in A. Raffaele Trentini, invece, portiere di talento, è passato alla storia del calcio italiano per aver detenuto per decenni il record nazionale di imbattibilità di 1.204 minuti raggiunto quando vestiva la maglia del Frosinone nella stagione 1967-1968 (Serie D, Girone F), campionato che i canarini conclusero al secondo posto alle spalle dell’Olbia con appena 17 reti subite in 34 partite. Un record iniziato al 75’ della gara Frosinone - Tevere Roma 1-1 (12ª giornata) e terminato al minuto 73 del match Formia - Frosinone 1-1 per un calcio di rigore segnato da Costariol.

«Ricordo con grande piacere quella stagione» ci ha detto Trentini raggiunto telefonicamente nella sua Soave, che a Frosinone ha un pezzo di cuore se si pensa al rapporto speciale con la famiglia Frate. «Un campionato – ha continuato Trentini – che è stato molto importante per la mia carriera perché mi consentì di farmi conoscere sul proscenio nazionale e di arrivare in Serie A al Foggia». Con i satanelli pugliesi il “Cudicini ciociaro” (così era stato soprannominato Trentini) avrebbe stabilito un record, ancor resistente in rossonero, di imbattibilità di 1.001 minuti. «Arrivai a Frosinone appena ventenne – ha continuato Trentini –proveniente in prestito dall’Hellas Verona. Trovai un ambiente ideale per la mia crescita professionale: tifosi passionali e caldi, un allenatore come Corghi molto competente e una squadra che annoverava calciatori di grande valore come Gabetto, Del Sette, Da Col, Fumagalli, Caputi, Gerli, Rosati, ma tutta la squadra era di grande spessore. Nel record c’è un po’ del mio, ma senza l’aiuto fondamentale dei miei compagni non avrei mai potuto raggiungere quel traguardo che mi sento di condividere con ognuno di loro».

L’imbattibilità è finita al “Perrone” di Formia al 73’ per un calcio di rigore trasformato da Costariol, che qualche anno dopo avrebbe vestito la maglia giallazzurra. Ma quel rigore c’e ra ? «Ahimé sì. Fu Egidio Fumagalli a commettere il fallo, ma addossargli delle colpe specifiche sarebbe ingeneroso perché quel giorno, comunque, disputò una grande partita e in generale fu uno dei migliori del Frosinone di quell’anno. Fu un episodio diciamo sfortunato».

Trentini viene ricordato con grande piacere dai tifosi più maturi del Frosinone e viene citato come uno dei portieri più forti di sempre del calcio frusinate. Il Frosinone di Trentini era diverso da quello di oggi: avrebbe immaginato l’approdo dei canarini in A? «Sono rimasto sorpreso anche io, ma c’è da dire che è stato il coronamento di un percorso di crescita straordinario e un risultato più che meritato. Ho conosciuto i dirigenti attuali del Frosinone l’anno scorso a Vicenza e ho capito perché sono arrivati così in alto. Sono felice per i tifosi e per la città perché mi sono rimasti nel cuore. Spero che a fine campionato si possa festeggiare la salvezza».

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