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La vera festa di tutta una città. Fede e devozione per il patrono Sant'Ambrogio

Ferentino

Emozioni, lacrime, devozione e tanta, tanta fede, per quel soldato a cavallo che per i ferentinati, e non solo, rappresenta un Santo a cui affidare preghiere, dolori, speranze. È come ogni anno, il 1° maggio, è un'occasione per molti originari della città gigliata, per tornare a Ferentino e rivivere con profonda fede e autentica commozione questa festa imponente, come fosse la prima volta: la vera festa di tutta una città, una grande comunità che si stringe attorno al suo santo protettore, Sant'Ambrogio. E così è stato questa mattina. Migliaia di persone, cittadini ma anche gente arrivata dai paesi limitrofi, come testimoniano le foto scattate da Alessandro Palombo, hanno accompagnato in processione il protettore Sant'Ambrogio, dopo il pontificale del vescovo diocesano Ambrogio Spreafico. Ogni angolo della città era stracolmo di persone, uomini, donne e bambini ai piedi del loro patrono. Durante il percorso è stato necessario aprire l'ombrello, ma è durata poco la pioggia e la processione in onore del Santo, come ogni anno, è stata un cammino di fede e tradizione.
"Ferentino venera come suo protettore Sant’Ambrogio - le parole del sindaco Antonio Pompeo - un centurione romano che, durante la persecuzione cristiana, cadde martire sotto Diocleziano (16 agosto 303 o 304). Il suo corpo, ritrovato nella chiesa di S. Agata, durante il pontificato di Pasquale I (817-24), fu trasferito nella chiesa di S. Maria Maggiore. Nella Cattedrale di Ferentino, sono conservati in un'urna di cristallo del XVII secolo, i resti di S. Ambrogio. La "cristianizzazione" della festa del 1° maggio e il suo riferimento esclusivo a S. Ambrogio si deve al vescovo Ennio Filonardi (1612—1644), in conseguenza dell’inventio (ritrovamento) delle reliquie del Martire, avvenuta il 27 aprile 1639. Da quasi quattrocento anni, a Ferentino si rinnova la grandiosa processione con la settecentesca statua del Santo Patrono, trasportata a spalla da oltre 150 incollatori, a gruppi di sedici, in rappresentanza delle Confraternite, che si alternano lungo il percorso delle vie del centro storico, partendo dalla Cattedrale dei SS. Giovanni e Paolo, con due soste presso le Chiese di S. Agata e S. Maria Maggiore, luoghi di prime sepolture del martire, con al seguito un grande corteo di fedeli devoti, uniti dall'amore per sant’Ambrogio, crocifissi, stendardi e la Basilica, particolare ombrellone che raffigura simbolicamente la Chiesa. Un evento straordinario che da sempre richiama migliaia di persone, coinvolgendole in una grande esperienza. Una tradizione per nessun motivo mai interrotta. Nel 1944, anno di guerra, S. Ambrogio fu accompagnato ugualmente tra le strade, il 14 ottobre: “vide tante macerie, più lacrime che sassi e donne vestite a nero, che gridavano, gridavano la loro rabbia disperata e tanta comprensione. Solo Ambrogio conosce la nostra vera storia, perché ci ha accompagnato sempre lungo i secoli”.
Stasera in piazza Matteotti nel centro storico il concerto di Enrico Ruggeri.

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