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Ecco le nuove tariffe della Tari

Ceccano

Il capo settore dell’ufficio Entrate Cesare Gizzi ci dà qualche chiarimento sulla definizione delle tariffe dei rifiuti urbani per il 2016, dopo che il 30 aprile è stato approvato il piano finanziario Tari che è propedeutico alla loro determinazione.

Quantità di raccolta al 31 dicembre 2015

Quest’anno è attestata intorno al 58% di differenziata e il 42% di indifferenziata. Un leggero calo rispetto all’anno scorso dovesi era rispettivamente al 60% e 40%.

Analisi dei costi

La tariffa si articola in un parte fissa e una variabile. La prima copre i costi fissi, la seconda quelli variabili. I costi, rispetto allo scorso anno, sono pressoché identici: siamo attorno ai 2.600.000 euro più il costo dello spazzamento (oggetto di un appalto aggiuntivo) e quello che il Comune sostiene per la parte amministrativa (dipendenti, carburante e altro). Perciò il costo totale si attesta intorno ai 2.870.000 euro.

Come si calcolano le tariffe

Determinati i costi, questi vengono incasellati sulla base di dati stabiliti nel Decreto 158 del 1999. Da questi calcoli,per quanto attiene al 2015, si ottiene un conto di 1.481.000 euro (costo variabile) e 1.391.000 euro (costo fisso). Da qui scaturiscono le tariffe divise tra le utenze non domestiche (aziende, commercio, servizio e altro) e quelle domestiche (famiglie). La produzione di rifiuti perle prime è del 33%; per le utenze domestiche del 60%. Su queste percentuali si ripartiscono i costi. Attraverso un algoritmo si arriva alla determinazione delle tariffe che cambiano per le utenze domestiche in funzione della superficie abitativa e del numero dei componenti il nucleo familiare (la tariffa aumenta con l’aumento dei componenti.

Per le utenze non domestiche ci si attiene ai coefficienti forniti dal decreto 158, sempre legati alla superficie, e “annacquati” dal Comune per consentire un’equità maggiore. Se fossero stati applicati i coefficienti standard del ministero la mazzata sarebbe stata inevitabile: i negozi di ortofrutta, ad esempio,si sarebbero trovati a pagare 5.000/6.000 euro. Per quanto riguarda le utenze non domestiche, una produzione di rifiuti che porta a un riciclo corposo dà una possibilità di sconto fino al 30% sulla parte variabile della tariffa. Sconto inesistente invece sull’utenza domestica.

Evidentemente gli amministratori di allora, in sede di firma della convenzione, non scommisero sulla capacità di riciclo dei ceccanesi. I proventi del riciclo, ad oggi, non arrivano al Comune, creando un paradosso: più il cittadino ricicla più la ditta che fa la raccolta guadagna. Perciò i cittadini confidano in una maggiore lungimiranza degli amministratori quando sottoscriveranno il nuovo appalto.

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