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Domenica 04 Dicembre 2016

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Strade come fiumi: cittadini prigionieri di una palude

Ceccano

La zona che sorge alle spalle di via Pescara è un dedalo di strade, dove ogni giorno si avventurano, per raggiungere il centro cittadino e i paesi limitrofi, gli oltre mille residenti. Sono costretti a passare con le loro auto su strade larghe non più di due metri, completamente dissestate. Sui cigli, privi ovunque di protezioni di sicurezza, mancano cunette di scolo delle acque meteoriche. Questo provoca, quando arrivano le piogge, che le strade diventino dei veri e propri canali che trasformano via Celleta e le altre strade in una vera e propria Venezia fabraterna.

L’acqua scorre a fiumi, riempie le numerose buche e in vari punti sta facendo franare la strada a valle. Su queste vie, dove si circola a doppio senso, ma dove si fatica a passare con una sola auto, circolano tutte le mattine anche gli scuolabus. D’altronde, qui, i residenti non si fanno mancare nulla. Sono assenti, infatti, in molti tratti servizi primari come le fognature, il gas e l’illuminazione: sembra di tornare indietro di trent’anni. Eppure i residenti a iniziare dal battagliero Felice, soprattutto negli anni scorsi, sono stati una spina nel fianco per le varie amministrazioni che si sono succedute, ma con scarsi risultati. I problemi sono annosi e a parte qualche strada chiusa risistemata e qualche allargamento della carreggiata in prossimità di un’attività commerciale (forse l’unica), nulla è stato fatto.

Ovviamente non manca l’immondizia buttata qua e là, ma quello rientra nella solita inciviltà delle persone e vista la vastità della zona boschiva è difficile per chi pulisce provvedere con solerzia. Poi c’è la fontana pubblica, vicino al pozzo Acea. Alcuni residenti non sono convinti della potabilità e stanno provvedendo a fare analizzare l’acqua che vi esce. «Quello che salta agli occhi è il dissesto stradale, ma il problema più grande è la mancanza di servizi essenziali e il trasporto pubblico che è pressoché inesistente: la circolare passa alle 9.30 alle 11.30. Come ci possono chiedere di lasciare l’auto a casa per evitare di inquinare ulteriormente la città, quando, abitando in zone così periferiche, non abbiamo altri mezzi per andare in centro? Qui chi non guida è isolato». A dirlo è Daniela Del Brocco attivista del M5S e residente in via Celleta.

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