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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Rifiuti gettati nella culla per la vita: che oltraggio

Cassino

Ancora un oltraggio nei confronti della "Culla per la Vita". Domenica mattina, un nuovo episodio di vandalismo ha riguardato quel luogo destinato ad accogliere la vita. Ad accorgersene è stata la suora che cura la manutenzione, la custodia  e la funzionalità della "Culla", Suor Giovanna, che ha trovato sopra il materassino un sacco di plastica nera pieno di rifiuti, abbandonato probabilmente nella notte.

Da quando è stata installata, sono stati non pochi gli atti di sabotaggio o di semplice vandalismo. Alcuni più seri, altri meno. 

La Direttrice del Centro di Aiuto alla Vita, le operatrici del del Centro e le stesse suore di Carità sono stupite per il fatto che qualcuno possa accanirsi contro quel servizio che il C.A.V. di Cassino ha voluto offrire ad un territorio molto vasto, se si considera che quella di Cassino è stata la trentesima "culla" allestita in Italia, la quarta del Lazio.

"Come è possibile - argomenta Lino De Santis - che chi ha commesso in passato o continua oggi a commettere gli atti di sabotaggio non si renda conto che il suo agire potrebbe, anche, compromettere la vita di un bambino? Se il funzionamento della "culla" non è perfettamente efficiente, si rischia di non permettere che scatti l’allarme sonoro e le suore, purtroppo, si accorgerebbero solo al mattino della presenza del neonato, con la conseguenza che il ritardo gli potrebbe anche essere fatale. E’ proprio difficile comprendere ciò? E se a causa del gesto insensato dell’atto di sabotaggio determinasse la morte del bambino? A chi può dare fastidio la Culla per la Vita? E perché essa può dare fastidio? La culla è stata voluta, e sono stati spesi non pochi denari, per evitare che un bambino non desiderato potesse finire in un cassonetto dei rifiuti o abbandonato per strada. Con quella culla si è voluto scongiurare una tale eventualità. Chi compie il gesto di manometterla preferirebbe, forse, quella insana soluzione anziché la salvezza e la vita di un neonato?

Ci si augura che quello della notte tra sabato 5 e domenica 6 dicembre sia veramente l’ultimo degli inqualificabili atti contro la vita umana, che va sempre salvata e protetta in ogni suo stadio. Ad ogni buon fine lunedì è stata sporta, presso le Forze dell’Ordine, formale denuncia".

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