Ieri tutta la città si è stretta intorno al dolore della famiglia Ferraro per la perdita di Antonio Grazio. Un uomo che ha lasciato il segno in tutto il territorio, per ben 34 anni alla guida del Comune e della Provincia. Un uomo che quando ha smesso di fare politica in maniera diretta ha continuato a parlare e a portare la sua testimonianza alle nuove generazioni fino all’ultimo. Nell’omelia don Antonio Colella ha parlato alle centinaia di persone che hanno affollato i banchi della chiesa di San Giovanni: "Serenità e pacatezza hanno contraddistinto la vita di Antonio. Nonostante gli incarichi di prestigio e importanti che ha assunto nel corso degli anni, è sempre rimasto una persona umile, un fervente cristiano e un grande devoto. Ora spetta alla comunità raccogliere la sua eredità spirituale e i suoi insegnamenti per operare come lui nel segno della giustizia e della pace".

A ricordarlo anche il primo cittadino, Petrarcone: "La centralità nella storia politica e sociale della nostra città di Ferraro è indiscutibile. Un uomo dalle indubbie qualità etiche e morali e dall’indiscussa capacità di ascolto tanto da essere considerato l’uomo della mediazione. Qualità che gli venivano riconosciute anche dalle varie opposizioni con cui era solito confrontarsi, riuscendo a trovare sempre la giusta sintesi nell’interesse della collettività e del territorio. Un legame indissolubile, quello tra Cassino e Ferraro, e pieno di significati, non soltanto politici, i cui frutti sono evidenti ancora oggi. Essere qui, a salutarlo, è l’occasione per riportare alla memoria un periodo storico importantissimo per Cassino che merita e deve essere trasmesso alle nuove generazioni".

FOTO ALBERTO CECCON