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Domenica 04 Dicembre 2016

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Fotovoltaico a peso d’oro. Maxi truffa allo Stato. L'operazione e i retroscena

Cassinate

L’azienda aveva sede a Merano. I pannelli, visibili da lontano, invece vennero posizionati nel comune di Villa Santa Lucia. Una realtà, quella di sfruttare impianti fotovoltaici per incamerare energia pulita, ormai diffusa in tutta Italia. Cassinate compreso. Quello che, però, non era pulito per i militari del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Frosinone erano i conti della società che avrebbe sottratto indebitamente contributi statali. Sono queste le ipotesi che ieri mattina hanno sostanziato il blitz degli uomini del colonnello Michele Mongilli che hanno provveduto ad apporre i sigilli all’intera area, procedendo anche in sequestri di beni mobili e immobili per un valore stimato sui 15 milioni di euro.

L’attività

Il blitz del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Frosinone è scattato a conclusione di un’articolata indagine economico-finanziaria iniziata sotto la direzione della Procura della Repubblica di Frosinone e proseguita con quella di Bolzano e di Cassino. La questione, sebbene in tempi e per aspetti differenti è stata infatti affrontata dai sostituti Caracuzzo, Bramante e Bulgarini Nomi che hanno di fatto valutato posizioni e ipotesi di reato diverse.

Nel dettaglio, il sequestro preventivo di ieri mattina fa riferimento al troncone di Bolzano: è lo stesso giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano, il dottor Walter Pelino, ad aver trasmesso il decreto di sequestro preventivo per i beni da confiscare per equivalente nei confronti di Luigi Ricciardi, Andrea Eugen Ludwing, Bernard Gurski e Pietro Minchella - originario del Cassinate - rispettivamente i primi tre nella veste di amministratori della società (con sede in Benevento) poi dislocata al nord, e l’ultimo come direttore dei lavori. Secondo le ipotesi dei militari gli amministratori della stessa società avrebbero indebitamente percepito erogazioni pubbliche sotto forma di incentivi per produrre l’energia fotovoltaica per somme da capogiro.

«Nel corso delle indagini i finanzieri sono riusciti a dimostrare che il management di una società, con sede in Merano, si sarebbe reso responsabile nel tempo del reato di indebite percezioni di erogazioni pubbliche (ex art. 316-ter c.p.) per aver illecitamente ottenuto contributi pubblici, sotto forma di incentivi per la produzione di energia fotovoltaica, per oltre due milioni di euro, attraverso anche la presentazione di false attestazioni che hanno consentito di creare ad arte e del tutto fittiziamente i presupposti per ottenerli - hanno spiegato con una nota dal Comando provinciale - Tale opera, ben visibile sull’asse autostradale “Roma-Napoli”, sarebbe stata realizzata e messa in funzione in totale spregio della normativa vigente, con l’evidente scopo di garantire agli indagati un ingente profitto legato ai notevoli incentivi previsti per la produzione di energia fotovoltaica».

Terreno e installazioni sotto sequestro In primo piano la questione ambientale

In primo piano, per gli uomini del colonnello Mongilli, anche la questione ambientale. Sempre secondo le ipotesi dei militari sarebbe stato «falsamente attestato che sul terreno, ove è stata poi costruita la centrale fotovoltaica, non vi erano aree boschive mentre nel corso delle indagini - si legge ancora nel comunicato - è stata rinvenuta documentazione ufficiale attestante esattamente il contrario». I contributi in questione sono di fatto tutti statali, quindi l’ipotesi avanzata in merito è quella di una maxi truffa ai danni dello Stato: «I contributi sono stati erogati dalla GSE S.p.a. (“Gestore dei Servizi Energetici” S.p.a.) - continuano ancora le Fiamme gialle - una società controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e, pertanto, a tutti gli effetti un ente pubblico adibito a funzioni pubblicistiche».

Tre i filoni aperti. In uno finisce anche il sindaco

Sono tre i tronconi che si sono intrecciati dopo che l’attenzione degli inquirenti è stata rivolta al maxi impianto di Villa Santa Lucia. Quello di Bolzano, che ieri ha portato il Nucleo di Polizia tributaria a dare esecuzione al decreto di sequestro preventivo per equivalente; quello che da Cassino ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per un’ipotesi di abuso d’ufficio - in relazione alla gara d’appalto - per Ricciardi, D’Aguanno (allora responsabile del- l’ufficio tecnico del comune di Villa per un periodo limitato), rappresentato dall’avvocato Ciamarra, e per Orazio Capraro nella sua funzione (era il 2010) di responsabile del procedimento, rappresentato dall’avvocato Mariano Giuliano.

Troncone, a onor del vero, già sulla strada della prescrizione. E un terzo, instauratosi a Frosinone. È proprio in quest’ultimo, aperto per accertare la legittimità dell’autorizzazione unica (la 376 del 2009) che compare anche il nome del sindaco Antonio Iannarelli.

Contestazioni evidentemente differenti, legate a vario titolo e per ragioni differenti ad un’ipotesi di falso, per le quali sarebbe stata chiesta l’emissione del decreto che dispone a novembre diretta- mente il giudizio. Imputati nella stessa inchiesta, oltre al sindaco, anche Capraro, Rocco Di Lauro (rappresentato dall’avvocato Sambucci) e Attilio Perna (assistito dall’avvocato Renato Ciamarra) in qualità di tecnici e progettisti.

Tutti estranei, comunque, all’inchiesta di ieri mattina. In sostanza, il sindaco di Villa Santa Lucia, difeso dall’avvocato Francesco Malafronte, sarebbe stato tirato in ballo per una presunta illegittimità nel rilascio dell’autorizzazione unica: al centro della questione la sua firma apposta per l’invio delle richieste da inoltrare alla Provincia di Frosinone a cui - vista la potenza dell’impianto fotovoltaico in questione - era necessario rivolgersi.

«Sono tranquillo. In qualità di rappresentante legale del Comune non avrei potuto non firmare le richieste da inviare alla Provincia né nominare altri tecnici per controllare l’operato di quelli competenti. Ben vengano le indagini per chiarire la situazione, sono certo che nel processo di novembre si chiarirà tutto. E il Comune potrebbe persino divenire parte offesa».
Stessa posizione degli altri indagati che, lo ribadiamo, sono estranei alle ipotesi di reato ravvisate ieri dalle Fiamme gialle.

Tensione alle stelle in comune

Villa Santa Lucia si è svegliata ieri mattina tra un via vai di auto della Finanza e un gran trambusto in comune. Nessuno, fino alle prime notizie sul web, ha capito cosa stesse accadendo. Il blitz è scattato dopo le 9 e ha portato ad un va- sto sequestro documentale da parte dei militari del Nucleo di Polizia tributaria del Comando di Frosinone del colonnello Mongilli, con l’intervento anche del luogotenente Cristofaro.

A tenere banco il corposo dossier sull’impianto fotovoltaico in- stallato dalla società con sede a Benevento, ma dislocata a Bolzano (nel dettaglio a Merano) nel territorio del comune di Villa Santa Lucia.

Un progetto che avrebbe permesso di incamerare energia pulita e che nel tempo, almeno sul- la carta, avrebbe prodotto vantaggi per l’intero territorio. Nell’ipotesi dei militari, però, dietro il progetto si sarebbe celata una indebita percezione di incentivi statali.

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