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Quattro colonne romane, mosaici e una iscrizione monumentale: le nuove scoperte di Aquinum

Castrocielo

Sotto un metro di terra c'è ancora tanto da scavare e da scoprire: l'antica colonia romana di Aquinum continua a restituire pezzi unici della storia antica.

Scoperta dell'ultima ora sono quattro colonne ioniche in marmo pregiato perfettamente conservate, che testimoniano l’importanza di Aquinum nell’impero romano. Un sensazionale ritrovamento fatto dagli archeologi diretti dal professore Giuseppe Ceraudo nel corso dell’ottava campagna di scavi a Castrocielo, realizzata dal Comune in collaborazione con l’Università degli Studi del Salento e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e dell’Etruria Meriodionale, e il supporto del gruppo Sanpellegrino. 

Una campagna che ha portato alla luce anche altre grosse sorprese: una iscrizione monumentale musiva di circa 12 metri che riporta il nome del magistrato, Marcus Veccius, che fece edificare le terme e un mosaico raffigurante un rinoceronte, una raffigurazione rara e dal valore inestimabile.

Alte 4.20 metri per 60 centimetri di diametro, le quattro colonne testimoniano la grandiosità dell’edificio termale di Aquinum, completo anche di una grande palestra retta proprio dalle colonne. Ora la speranza è trovare anche i capitelli e le altre decorazioni leggere come vasi, statue e fontane. "Scoperte di questo tipo per noi che facciamo questo lavoro sono emozionanti - ha spiegato il direttore degli scavi Giuseppe Ceraudo - Quest’ultima la scoperta è frutto della casualità: le quattro colonne erano state sistemate qui in età tardo antica per essere trasportate altrove. Qualche avvenimento deve aver condizionato il trasporto, quindi sono rimaste tranquillamente qui e le vedete in tutta la loro imponenza e bellezza".

L’area archeologica sfiora i sette ettari, c’è ancora tanto da scavare ma una cosa è certa: tra Roma e Napoli non ci sono siti archeologici più importati di Aquinum. "Se si escludono quelle dei grandi imperatori, come le terme di Caracalla e quelle di Diocleziano - ha evidenziato Ceraudo - queste sono le più grandi terme pubbliche esistenti in Italia".

Ritrovamenti che presto saranno visibili tutto l’anno. "Sono delle sorprese piacevoli che vengono fuori quando uno meno se lo aspetta - ha affermato il sindaco Materiale - Questo ci incoraggia a continuare in questa ricerca affannosa e faticosa dell’antica città romana di Aquinum per riportarla alla luce e per renderla fruibile. Ormai i tempi siano maturi, nel senso che possiamo dire con assoluta tranquillità che per settembre questo sito sarà visitabile e aperto a scuole e turisti. È un rilancio di Castrocielo, il paese ha una fetta grande del suo futuro in questa città romana che bisogna continuare a scoprire, ad amare e custodire".

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