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Presentate le liste: scenari e sorprese

Cassino

C'è chi si è tolto il pensiero ieri e chi ha preferito arrivare fino all'ultimo. Differenze di stile e di temperamento tra i candidati sindaco che si colgono anche dalle sfumature. D'Alessandro ha consegnato tutto alle 19 del venerdì. Ha convocato i capilista e ha varcato la soglia del Comune con i faldoni in mano. La sala Restagno, dove si trova la commissione elettorale di Cassino, si è riempita all'inverosimile: piano piano sono arrivati tutti, dai candidati ai supporter.  Una consegna quasi liberatoria. Poi ognuno si è potuto e dovuto concentrare  sul primo comizio, alle 19 di oggi, in piazza Diaz. Anche Giuseppe Marocco, candidato dei Cinque Stelle, ha depositato tutto ieri mentre Di Zazzo ha lasciato nelle mani dei funzionari solo una parte della sua armata. L'altra è stata depositata in mattinata.

Chi, invece, ha preferito utilizzare la notte per le ultime rifiniture è stato Petrarcone. Lui e le sue otto liste si sono presentati un'oretta prima della scadenza. Tante le decisioni dell'ultima ora, gli aggiustamenti che hanno portato anche al ritorno all'ovile di Niki Dragonetti. Il delfino di Marino Fardelli aveva sbattuto la porta dopo l'avviso di sfratto arrivato al suo indirizzo il giorno della Liberazione. Aveva iniziato a verificare l'appeal degli altri candidati sindaco... per poi fare marcia indietro. Ma nella segreteria di Peppino lo attendeva la "carte dei valori": per lui la rinuncia ad aspirazioni del sapore nostalgico-fascista e l'abbraccio figurato con la linea politica della coalizione. Un bel boccone che Niki ha digerito solo in virtù del legame con Fardelli.

Ma stamattina la consegna delle liste ha riservato anche piccole sorprese, con qualche problemino burocratico nella lista Sel a sostegno di Mosillo e qualche candidato che ha provato ad entrare dopo le 12, con la scusa di essere uscito per una sigaretta. Ma l'occhio dell'assessore Salera è rimasto sempre vigile e fisso alla porta. E il "furbetto" è stato rispedito fuori.

Vincenzo Durante ha consegnato la sua lista, fatta di operai in mobilità, sindacalisti e disoccupati, prima di tutti stamattina. Per lui una competizione "contro". Contro chi ha mal governato e contro chi vuole governare senza mettere al centro i diritti della gente e dei lavoratori. Ma la vera sorpressa l'ha fatta a tutti Alessio Carlino. Fino a ieri notte giurava che si sarebbe candidato, rilasciando conferme e dichiarazioni. Una sola lista e tanta voglia di esserci. Ma stanotte qualcosa è andato storto e, poco prima della scadenza, è arrivata la conferma del suo dietro front. Ufficialmente non è riuscito a raccogliere le firme, ufficiosamente potrebbe aver raggiunto accordi o intese sotto banco. 

Sorprese anche sui monti. A Terelle sfida a due ma già ad Acquafondata le liste sono arrivate a tre mentre a Viticuso sono addirittura quattro. In totale superano di poco i 1000 elettori.

Foto Ceccon

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