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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Travolgente presentazione di Enrico Pavia a Tecchiena

Alatri

Enrico Pavia sfodera la grinta e da Tecchiena, dove presenta le cinque liste che lo sostengono, lancia lo sprint finale.

Il candidato a sindaco di Alatri rinnova le ragioni della sua scelta di metterci la faccia. “Voglio che i miei figli trovino una città migliore di quella che ho vissuto io e quelli della mia età. Non voglio che siano costretti a cercare fortuna altrove”. Passione e entusiasmo scandiscono ciascun passaggio del suo lungo intervento. Si concede alla piazza che lo acclama. Non si risparmia e non risparmia critiche e stilettate all’amministrazione uscente “che non è riuscita a creare un solo posto di lavoro” e che “non ha saputo aiutare le famiglie in difficoltà, né mantenere i servizi essenziali dello stato sociale perché ha sprecato le risorse o perché, nella migliore delle ipotesi, le ha impiegate male”. “Tutti noi di Alatri sappiamo quanto sia importante per l’economia cittadina la statale 155, ma nessuno ha pensato di aggiornare un Piano regolatore generale vecchio di cinquant’anni e che non è più in linea con le mutate esigenze di una città che è cambiata radicalmente dai tempi in cui era soltanto un contesto rurale. È la prima cosa che faremo – annuncia Pavia – perché autorizzando il cambio di destinazione d’uso permetteremo, a chi vuole investire, di trasformare le case e gli edifici che si affacciano sulla strada in negozi e attività commerciali per generare nuove occasioni di lavoro e creare le condizioni di un nuovo e moderno sviluppo economico. Cambiare il piano regolatore significa anche favorire nuove opportunità economiche agli svincoli della superstrada”. “Abbiamo assistito a sprechi, a spese inutili, ad investimenti insensati quando invece con poche migliaia di euro – rincara Pavia – avremmo potuto allestire un sistema di videosorveglianza che oggi avrebbe favorito più elevanti livelli di sicurezza dal centro storico fino alla più isolata delle contrade”. Il pezzo forte della campagna elettorale di Enrico Pavia è la libertà dai partiti e la libertà, in caso di vittoria, di amministrare “nell’ottica dell’interesse esclusivo dei cittadini di Alatri. Rivendichiamo la natura civica della nostra aggregazione. Non ce l’abbiamo con i partiti, rifuggiamo dalla tentazione populistica di fare di tutta l’erba un fascio ma – precisa il candidato sindaco – rivendichiamo con fierezza la nostra autonomia in virtù della quale potremo amministrare senza condizionamenti, senza obbligo di dover rispondere a qualche segreteria politica, ma unicamente guidati dall’interesse a fare ciò che è bene e opportuno nell’interesse di Alatri e dei suoi cittadini”. Infine, la progettazione di una prospettiva e di una identità. “Finora è mancata una visione d’insieme della città, che ancora è scollata e confusa. Se non cominciamo a progettare il futuro – ha concluso Enrico Pavia – quando potranno cambiare le cose? Noi abbiamo le idee chiare su cosa deve fare la nostra città per tornare ad essere efficace nel sociale e competitiva nell’economia”.

Gli interventi dei candidati consiglieri

“Finora tante spese, tanti sprechi, investimenti improduttivi. Ecco, ci candidiamo per avviare un nuovo corso amministrativo all’insegna del rigore di bilancio, della oculata gestione delle risorse comunali perché ogni somma disponibile sia spesa per garantire il buon funzionamento dei servizi e per sostenere la rinascita sociale ed economica di Alatri”. Pasquale Caponera, candidato della lista Programma Alatri, non risparmia critiche alla giunta uscente. Come Alessia Marcoccia, candidata di Patto per Alatri. “Abbiamo strutture e impianti per ospitare manifestazioni, per fare sport e attività ricreative, ma è mancato finora un piano per la loro gestione ottimale. Ci candidiamo – spiega Marcoccia – per creare un modello di fruizione delle attività sportive e culturali che sia programmato sul medio e lungo periodo e non soltanto sui tre mesi estivi. Ma anche per riportare in città un laboratorio teatrale che coinvolga i giovani”. Nazzareno Costantini (Patto per Alatri) punta sulla valorizzazione del commercio, mentre Cesarina Profeta (Programma Alatri) propone di istituire “un ufficio turistico che metta a regime le tante risorse cittadine”. La riqualificazione del centro storico è la priorità di Sandro Vinci (Alatri Nostra), mentre quella di Maurizio Scarsella “è la piena funzionalità degli impianti sportivi visti come luogo di aggregazione giovanile”. Immacolata Acito (Insieme si può) ha illustrato il piano delle iniziative necessarie alla urbanizzazione delle contrade di confine “finora abbandonate a se stesse”, mentre Roberto Addesse (Noi per Alatri) ha indicato la scelta di Enrico Pavia come la sola “in grado di assicurare alla città un assetto amministrativo concreto, pragmatico e portatore di una prospettiva di sviluppo senza la quale si resta relegati ai margini”. Di taglio politico anche l’intervento di Ida Minnocci (Programma Alatri) che ha descritto la compagine schierata al fianco di Enrico Pavia come una “piattaforma civica nata dal comune interesse a costruire nell’ambito di un percorso condiviso”. 


 

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