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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Palazzo Ipab e degrado: ormai è in preda ai vandali e barboni

Alatri

Il fondatore del gruppo Facebook “Alatri abbandonata”, il dottor Giulio Rossi torna a denunciare lo stato di abbandono dello storico palazzo Ipab in pieno centro storico.

<Sono trascorsi inutilmente due anni ed oggi ci ritroviamo purtroppo al punto di partenza, quelle finestre spalancate dalle quali erano stati divelti gli infissi, che dettero origine alla mia denuncia sul grave stato di abbandono e degrado in cui versa lo storico edificio dell’IPAB Rodilossi ad Alatri. Denunce indirizzate, attraverso la stampa locale e la posta elettronica, alla Regione Lazio, al Comune di Alatri, al Comando dei Carabinieri ed alla Procura della Repubblica che sono rimaste evidentemente senza alcun seguito, se oggi documentiamo fotograficamente gli stessi scempi. Nell’edificio abbandonato dell’ex orfanotrofio femminile Rodilossi, utilizzato per molti anni in Comunità alloggio per disabili, tranne che le persone oneste, entrano tutti: ladri, vandali e chissà chi altro. All’interno dei suoi locali, certamente spogliati di qualsiasi materiale anche di infimo valore, può essere commesso impunemente qualsiasi delitto. Il meccanismo sembra evidente anche ai più sprovveduti osservatori. Ci si arrampica facilmente salendo su una piccola cabina ENEL nel terreno che si trova a fianco della struttura e da lì, probabilmente da un ingresso forzato con un piede di porco o sfondato a calci, si entra agevolmente al suo interno. Scandaloso è un termine inadeguato per commentare il menefreghismo delle istituzioni, sicuramente più appropriato è l’aggettivo vergognoso. Soprattutto se si considera che chi entra può facilmente raggiungere anche la chiesa dell’istituto profanando immagini sacre o quello che resta di un edificio religioso che è parte importante della storia di Alatri. Colpevole è anche l’immobilismo dell’amministrazione comunale coinvolta nella storia direttamente dalla Regione Lazio attraverso l’indicazione di un Commissario straordinario che, a quanto pare, ha impiegato mesi e mesi per non ottenere nessun risultato concreto. Esistono a mio parere tutte le condizioni affinché il sindaco emetta un’ordinanza per motivi di sicurezza e di igiene che ponga fine a questo scempio ma è difficile credere che faccia, anche se in notevole ritardo, quello che non ha fatto finora. Mai come in questa occasione desidereremmo essere smentiti. Ad maiora!>

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