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Balli e canti per la "Festa della scuola"
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Frosinone

La condizione giuridica dello straniero, il diritto d’asilo e la libertà di circolazione sul territorio nazionale sono stati protagonisti, nella mattinata di oggi, della festa della scuola e della Costitizione 2015.

 L'evento, organizzato dall'amministrazione Ottaviani e giunto ormai alla quarta edizione, costituisce una sorta di inaugurazione dell'anno scolastico ed un momento di gioioso incontro e di socializzazione tra studenti, docenti, dirigenti scolastici e genitori. Oltre alla festa, però, l’evento rappresenta, puntualmente, un’opportunità per offrire un momento di riflessione, soprattutto ai futuri cittadini, sui diritti e sui doveri, attraverso un approfondimento dei diversi articoli della Carta Costituzionale italiana.

Quest’anno, in particolare, le tristi vicende di scottante attualità hanno suggerito la proposta degli articoli 10 e 16, inerenti proprio il diritto d’asilo e la libertà di circolazione. Emozionati ma decisamente coinvolti nelle tematiche trattate, gli alunni dei quattro istituti comprensivi cittadini e della scuola elementare “Beata Maria De Mattias ”, che hanno voluto dimostrare, attraverso balli, canti e spettacoli teatrali, il loro concetto di accoglienza e di integrazione.

<La scuola è come una seconda casa – ha dichiarato l’assessore alla pubblica istruzione Ombretta Ceccarelli – ed è per questo che è importante affrontare, anche in aula, tematiche attuali che coinvolgono, e coinvolgeranno ancor più nel futuro, tutti i cittadini. Anche la festa della scuola, in tal senso, può fare molto, perché può trattare questi argomenti in un clima di gioia e condivisione>.

<Già nel 1948, la nostra Costituzione prevedeva l'accoglienza degli stranieri che fuggono dai loro Paesi perché perseguitati, - ha commentato il sindaco Nicola Ottaviani – ma ancora oggi questo concetto non è ben radicato, anche se si tratta di uno dei principi fondamentali della nostra Repubblica e, quindi, del nostro vivere civile. Proprio perché elemento costitutivo della nostra coscienza di Italiani, non va generalizzato o distorto, ma semplicemente rispettato. Tutto questo può essere assimilato più facilmente dalle giovani generazioni attraverso lo strumento della cultura e gli insegnamenti delle famiglie. Quando mi chiedono di esprimere un giudizio sui migranti, l'unica risposta autentica è che davanti ai miei occhi non vedo migranti e neppure colori, ma soltanto uomini, donne, e tanti bambini>.

A testimonianza dei valori fondamentali dell'accoglienza e dell'integrazione, l'intervento di un giovane guineano fuggito dalla sua terra e da un anno a Frosinone, dove, accolto dalla Caritas, sta imparando con successo l'italiano e studia per prendere il diploma di terza media.

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