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Domenica 04 Dicembre 2016

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Emergenza rifiuti in periferia
La denuncia del Partito socialista

Frosinone

«La raccolta differenziata funziona se noi tutti lo vogliamo, se i cittadini separano i rifiuti e li depositano nei giusti contenitori, ma questo spesso non avviene, anzi. In moltissime zone della città è possibile osservare periodicamente la formazione di veri e propri accumuli di immondizia ai bordi delle strade».

Questa la denuncia del capogruppo del Psi in Consiglio comunale Massimo Calicchia. Il comportamento scorretto dei residenti di alcune zone periferiche, aggiunto al servizio spesso inadeguato alle esigenze della popolazione, dà origine a situazioni poco sicure a livello igienico.
Le segnalazioni del consigliere riguardano soprattutto l’area tra Frosinone e Ceccano, conosciuta come “Faito”. Va sottolineato, però, che nella zona non è ancora stato attivato il servizio porta a porta per la raccolta differenziata, ma sono presenti solo i secchioni di diversi colori in base al contenuto che deve esservi depositato. Questa può essere una delle cause del problema, poiché la capienza e il numero dei contenitori potrebbero non essere calibrate sulle necessità dei residenti. La questione, inoltre, deve essere sicuramente associata alla scarsa informazione che è stata diffusa in questi anni sulla tematica del riciclo dei rifiuti.
«In via Pier delle Vigne un cassonetto per la indifferenziata è stato riempito di giornali e riviste - fa notare Calicchia - Come un po’ ovunque, anche in questa strada si abbandona di tutto, dalle batterie alle ruote per auto, da paraurti a materassi e divani. Spero venga attivato il prima possibile il servizio porta a porta, poiché, dove presente, è stato dimostrato che può dare risultati migliori rispetto a quelli del metodo tradizionale».
La questione è molto più vasta e si aggrava se si considera l’abbandono di materiale inquinante. Un esempio pratico può essere dato dalle taniche di olio, batterie per auto e pneumatici che spesso si possono osservare nascosti dietro i cassonetti.
«Se le batterie e le gomme avessero una matricola si potrebbe risalire più facilmente a chi le ha abbandonate per strada - prosegue - È anche vero che i cassonetti sono tutti vecchi, rotti, sporchi e maleodoranti. Forse la gente preferisce non avvicinarsi e lasciare le cose dove trova spazio. Visto anche il costo della Tari - aggiunge - se facessimo tutti la differenziata non solo non inquineremmo ma risparmieremmo di sicuro sulla tassa. Vorrei fare un appello a tutti i cittadini, chiedendo maggiore senso civico, ai parlamentari, per fare in modo che i prodotti che possono riverlarsi pericolosi debbano essere immatricolati per la rintracciabilià, al sindaco Nicola Ottaviani, affinché si impegni a portare la raccolta porta a porta in tutta la città e a garantire un maggior controllo del servizio. Inoltre, sempre al sindaco vorrei segnalare anche una situazione di pericolo in via Pier delle Vigne, dove hanno tagliato un siepe che fungeva da paracarro. Ora c’è un inconveniente in più su quella strada per gli automobilisti, quindi auspico un intervento tempestivo per prevenire possibili incidenti».
La situazione non è più sostenibile, poiché, oltre alle condizioni igieniche non ottimali generate dalle abitudini incivili, lo spreco di risorse rinnovabili è notevole. Molto spesso, alla base dei comportamenti irregolari, c’è la mancanza di conoscenza in merito al corretto utilizzo dei contenitori, nonché dei danni che possono essere causati dalla dispersione di sostanze tossiche e dannose per l’ambiente. Basti pensare agli esempi riportati dal consigliere, come l’acido rilasciato dalle batterie per le macchine, che può essere ingerito, ed esempio, da ignari animali da compagnia, come cani e gatti. Peggio ancora se si pensa alle taniche, che possono contenere oli o carburanti, o alle ruote delle auto, poiché la gomma impiega anni interi per biodegradarsi.

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