Cinema, televisione, moda, copertine, ma soprattutto un forte impegno nel mondo della solidarietà.

Questo, e tanto altro, è Astrid Pinero Herrera, bellezza venezuelana mozzafiato. Trenta anni, pelle color caffellatte, labbra carnose e gambe lunghissime, ci ha risposto sorridente e solare al telefono mentre è nella sua casa romana, a Fiumicino, dove vive da circa dieci anni.

E' euforica, un vero uragano. Domani in tutte le sale italiane uscirà il suo terzo film: "Ovunque tu sarai", con Ricky Memphis.

"E' un film bellissimo - ci urla al telefono - ambientato in Spagna dove un gruppo di amici si reca per seguire una trasferta della Roma".

Che ruolo hai nel film?

"Direi centrale, quello di una barista di cui un ragazzo della comitiva di tifosi giallorossi si innamora dopo essere entrato nel bar in cui lavoro. Lui perde letteralmente la testa per me, ma non si accorge di un problemino che la barista ha... e che però non posso svelare - chiosa maliziosa e sorridente - Io - aggiunge - andrò a gustarmelo al Cinema Adriano di Roma".

Prima di questo film ne hai girati altri due.

"Sì, "Fratelli Unici", nel 2014 al fianco di Raoul Bova e Luca Argentero e, subito dopo, "Tiramisu" nel 2016 con Fabio De Luigi".

Non solo cinema, però, nella tua vita e nella tua carriera.

"Beh, diciamo che il cinema al momento è la mia principale occupazione e il mio grande sogno. Tuttavia, ho lavorato molto anche nel mondo della moda partecipando a sfilate di grandi nomi e brand, a cataloghi. Ho collezionato parecchie copertine, conduco programmi televisivi e, altra passione, lavoro spesso a documentari".

Ma Astrid è anche solidarietà...

"E' vero. Da diversi anni, e questo è per me motivo di grande orgoglio, sono dirigente di un ente no profit, della Onlus ICAD. Con loro mi occupo di Terzo mondo, di Uganda in modo particolare".

Ci dici qualcosa in più?

"Abbiamo concretizzato diversi progetti con i quali aiutiamo le mamme e i bambini di quello sfortunato Paese africano. Raccogliamo fondi (recentemente ho organizzato una cena di beneficenza con nomi importanti dello spettacolo che ci ha permesso di incassare una bella somma) per costruire strutture sanitarie. Fra pochi giorni, ad esempio, inaugureremo la Casa della Maternità di Morulem, un edificio che abbiamo fatto ristrutturare per fornire assistenza qualificata alle gestanti, alle partorienti e ai loro bimbi".

Sei già stata in Uganda?

"Finora no. Partirò per la prima volta venerdì, subito dopo la "prima" del mio nuovo film, e resterò in Uganda per dieci giorni. In questo periodo, oltre ad inaugurare la Maternità di Morulem, visiterò un orfanotrofio per verificare le condizioni dei bambini ospiti, ai quali porteremo generi di prima necessità, giocattoli, vestiario, medicinali e tanto altro, e poi, con gli stessi intenti, un villaggio di "raccoglitori". Poi tornerò in Italia dove mi attendono tanti impegni".

Di che si tratta?

"Sono progetti in via di definizione, per alcuni posso anticipare qualcosa per altri no. Di certo c'è un documentario per Rai 3 in quattro puntate che andranno in onda a partire da maggio. Poi un programma calcistico per il web, un altro film con contratto da chiudere insieme ad un Premio Oscar, altri documentari per la Rai e non solo, una rubrica di cucina per Sky e tanto, tanto altro"

Facciamo un passo indietro: giugno 2014, Sperlonga, Qui Magazine...

"Eh sì - risponde quasi commossa - lì ho posato per il vostro magnifico mensile, la mia prima copertina, che tanta fortuna mi ha portato".

Cosa ricordi di quell'esperienza?

"Tutto. Giorni magnifici, compagni di lavoro stupendi, luoghi mozzafiato. E poi era appena nata la mia bambina... quindi, quella copertina l'associo a lei e tutto diventa ancora più bello".

Un saluto per gli amici di Qui Magazine e Ciociaria Oggi?

"Un saluto grandissimo, un abbraccio, un bacione, un "in bocca al lupo enorme" e..."

E...

"Beh, mi prenoto per un'altra copertina del vostro magazine... se mi vorrete di nuovo come cover girl".

Un desiderio che sarà difficile non esaudire.