Era una ragazza semplice, ma aveva un dono, la sua voce. Quella voce che Rosalba Archilletti, frusinate doc, aveva scoperto per caso, intonando le melodie che ascoltava nei dischi e che aveva sviluppato da autodidatta. Il suo estro le ha permesso di diventare una cantante professionista incidendo dischi con importanti etichette. Proprio a Rosalba Archilletti è dedicata la mostra multimediale (patrocinata dal Comune) che è stata inaugurata oggi alla villa comunale di Frosinone e che sarà allestita fino al 12 febbraio. L’ingresso è libero.

Rosalba Archilletti nasce il 25 gennaio del 1947, trascorrendo la sua infanzia e adolescenza nel quartiere Stazione del capoluogo. Tra lei e la musica è stato subito amore. Sogna di imitare idoli come Rita Pavone e Mina e, dopo tanti sforzi, riesce a fare dell’arte il suo mestiere. A metà degli anni '60 comincia la sua attività e già nel 1968 trionfa al celebre Festival di Castrocaro. Ottiene quindi il suo primo contratto discografico con la casa "Ricordi" e successivamente vince anche la Caravella di Bari; i suoi singoli più famosi sono "Prima di tutto te" e "Sognare volare". La sua carriera finisce nel 1972, anno in cui, a seguito del matrimonio col discografico Michele Mondella, Rosalba Archilletti decide di dedicarsi pienamente alla famiglia e ai figli. Ma nella carriera di Rosalba non mancano i rimpianti: rimarrà infatti sempre aperta la ferita causata dalla mancata partecipazione al Festival di Sanremo. Per ben due occasioni, nel ’69 e nel ’70, a Rosalba Archilletti è sfuggito il grande sogno. La prima volta, perché una modifica nel regolamento del Festival non permetteva più ai vincitori di Castrocaro di accedere a Sanremo. La seconda volta, poiché Luciano Tajoli si impose scippandole il brano e il posto, negandole la gioia di salire sul palco in coppia con Mal.

Rosalba Archilletti è morta nel 2012, a 5 dalla sua scomparsa il figlio, Diego Mondella, ha voluto ricordarla organizzando una mostra pregiata e interessante, la cui presentazione è stata scritta da Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera e anch’egli ciociaro. Evidentemente Fontana ha recepito l’importanza di tenere viva la memoria di una cantante che ha dato lustro alla nostra provincia, facendosi apprezzare come interprete pop ed essendo tutt’ora una delle poche, forse l’unica artista frusinate di musica leggera ad aver ottenuto il successo arrivando al grande pubblico.

La musica di Rosalba Archilletti è ancora viva nella mente di molti celebri vocalist italiani. Renato Zero, ad esempio, ha detto di lei: «Voce troppo pungente e maleducata per i palati cretini e viziati. Eppure è stata lì, si è fatta ascoltare. Ma mai usare. Perciò lei resta! Come Tenco e la Merini. Come una splendida torta mai servita ai commensali».