La terza serata del programma di "Atina Jazz Festival" offre agli appassionati un concerto d'eccezione. Dalle 21 (ingresso 15 euro) si esibirà Mafalda Arnauth, che – evento unico nell'estate italiana – porterà gli spettatori alla scoperta del fado, la struggente musica tipica del Portogallo.

Con la sua straordinaria voce, accompagnata da chitarra classica, chitarra portoghese e fisarmonica, la Arnauth percorrerà i ritmi e le melodie di una delle tradizioni più affascinanti della cultura europea. Nata a Lisbona nel 1974, l'artista si è ben presto rivelata interprete calda e raffinata dei suoni della sua città, ispirati dai temi forti dell'emigrazione, della separazione e della sofferenza, riassunti perfettamente nella parola "saudade", ormai di uso comune, a volte inflazionato, ma che la cantante esprime in modo magistrale.

Come tutte le armonie di stampo popolare latino – il samba, il tango, la canzone napoletana – anche il fado trova le sue origini in ambienti degradati, di piccola delinquenza urbana, di malavita. All'inizio del secolo scorso si impose all'attenzione delle masse, soprattutto per la sua capacità di esprimere nei testi poetici il vero sentimento della gente comune, descrivendone l'anima e il suo di sagio, le emozioni e gli umori più sinceri. Osteggiato dal governo dittatoriale di Salazar che pretese una censura preventiva di musica e parole, il genere perse la sua componente più anarchica, ma guadagnò in popolarità, diventando un vero simbolo della nazione che rappresentava, una sorta di biglietto da visita del Portogallo agli occhi del mondo.

Da qui, l'ascesa dei grandi interpreti, come Alfredo Duarte, Fernando Farinha e soprattutto la divina Amalia Rodrigues, di cui Mafalda Arnauth è erede indiscussa. La Arnauth, come un tempo Amalia Rodrigues, è oggi una vera ambasciatrice del fado, avendone fissato i canoni esecutivi, estendendo i confini del genere ad armonie molto più complesse e scritture particolari, grazie soprattutto a doti canore e di immedesimazione uniche. Un concerto molto atteso, dunque, che si inserisce nel contesto di world music perseguito per questa trentaduesima edizione di "Atina Jazz Festival" dal suo direttore artistico Antonio Pascuzzo.

Domani toccherà a Matthew Lee, esuberante showman, già notoper le sueapparizionitelevisive, mentre venerdì, ultima serata in piazza Marconi, protagonisti saranno il contrabbasso di Ferruccio Spinetti e la voce di Petra Magoni.