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Sabato 21 Gennaio 2017

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La pianta grassa
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Palestra manco di cognome: quei soliti simpaticoni dei buoni propositi di settembre

La pianta grassa

Oramai è settembre, m’iscrivo in palestra. Mi compro un bel leggings mimetico da provetta marines, mi armo di Gatorade e Ipod aggiornato e appicco roghi di calorie sul tapis roulant. Macino più km sulla cyclette che manco Coppi e Bartali al Tour de France. Dissocio la dieta e mi dissocio dai grassi, mi condisco il petto di pollo di lacrime e fame e per trasgredire mi concedo un centrifugato dissetante al gusto kebab.

Imparo a non allarmarmi di fronte allo sforzo disumano dei culturisti che sollevano quintali in canotta sudata e rosario al collo e/o tatuato, e assisto senza apprensione alla lievitazione della loro giugulare. Faccio crossfit, pilates, kickboxing e GAG, che è l’acronimo di Glutei Abbiate G-oraggio. Salgo e scendo le scale disdegnando l’ascensore e di invecchiare anzitempo mentre aspetto che arrivi, salgo e scendo dalla bilancia e mi vale come serie di squat. Condanno il mio cane a tratte extracontinentali che gli costano l'espletamento di un'affaticata pipì. Faccio la splendida e vanto della mia nuova dieta che prevede per cena solo un po’ di cocomero, omettendo che ne ingurgito anche la buccia.

Affronto a muso duro i simpaticoni che insinuano che palestra non la faccio manco di cognome e rispolvero la mia prestanza atletica da asso che al massimo s’è dato all'ippica. Mixo bibitoni di proteine e acqua di Lourdes. Eseguo passi di zumba se vado a ballare e vasche da bagno al posto del box. Surfo su Internet e controllo i miei post, e se la foto in sneakers su Instragram conti più filtri o più like. Seguo alla lettera i capisaldi di una vita salutare e infatti non mi risparmio nemmeno un "Buongiorno!", e chi non mi conosce si domanda "Chi è?".

Mi sento in linea solo se prende e in forma come un caciocavallo, decisa a stagionare appesa a una spalliera, con la tartaruga in coma, rovesciata al contrario… Ed è allora che il primo strappo alla regola della mia consolidata atrofia sedentaria è quello che avverto a livello muscolare (e adesso come ci scendo dalla spalliera?). Trattengo la pancia e mi mostro soddisfatta, e il bottone del jeans tiene duro quanto me.

È il momento oramai, non si può rimandare: l’ottimismo di settembre non dà scampo. Al massimo uno. Scondito. Al vapore.

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