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Martedì 06 Dicembre 2016

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L'infiltrato speciale di Corrado Trento
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Trionfa soltanto l'antipolitica

Elezioni

Ha vinto l’antipolitica. Hanno perso i partiti. Anche in provincia di Frosinone. Non è una questione di chi ha vinto o chi ha perso la “battaglia” dei ballottaggi. Il punto è uno solo: i partiti non ce la fanno più a rappresentare un punto di riferimento per gli elettori. Il crollo verticale dell’affluenza è un primo segnale: il 40% degli aventi diritto ha deciso di restare a casa nel secondo turno di Cassino, Alatri e Sora. Ma quello che sta succedendo nel Pd è emblematico: il disastro di Cassino ha innescato l’ennesima resa dei conti, che rischia di finire come tutte le altre. Perché, passata la bufera, potrebbe non cambiare nulla. Ma la domanda è: a cosa servirebbe? I dualismi ormai sono molteplici: Francesco De Angelis-Francesco Scalia, Mauro Buschini-Antonio Pompeo, Simone Costanzo-Domenico Alfieri. E si potrebbe continuare. La base è sconcertata e in rivolta, soprattutto a Cassino. La sconfitta di Giuseppe Golini Petrarcone è destinata a lasciare il segno. Da anni la sensazione è che nel Pd l’attenzione sia rivolta principalmente sugli equilibri interni più che sulla necessità di creare le condizioni per vincere nei Comuni. Da anni la sensazione è che i big studino ogni scelta in funzione delle future candidature parlamentari e regionali piuttosto che sugli scenari nei Comuni. Alla fine si inanellano sconfitte. Un elemento sul quale riflettere. Canta vittoria Forza Italia dopo le vittorie a Cassino e a Sora. Ma il consigliere regionale Mario Abbruzzese (che ha indovinato tutte le mosse in questa tornata) è il primo a sapere che gli “azzurri” sono spaccati al proprio interno. Certamente adesso potrebbe chiudere i conti, ma questo non cambierebbe i termini della questione.

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