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Martedì 06 Dicembre 2016

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L'infiltrato speciale di Corrado Trento
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Le vittorie e le sconfitte peseranno sui big

Elezioni

Mai come quest'anno le elezioni amministrative dimostrano che in politica le vittorie e le sconfitte non sono tutte uguali. Quello che succederà a Roma monopolizzerà la scena nazionale. La sfida tra Virginia Raggi e Roberto Giachetti significa anche e soprattutto il duello tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, tra Beppe Grillo e Matteo Renzi. Le sfide di Napoli, Milano, Torino e di tutti gli altri centri saranno naturalmente fondamentali e determinanti. Ma il centro di gravità è nella Capitale. Renzi lo sa bene e infatti, nonostante la sottolineatura che l'appuntamento cruciale resta il referendum, si sta impegnando moltissimo. Una sconfitta nella Capitale avrebbe conseguenze importanti. Darebbe maggiore determinazione alla minoranza interna, che a quel punto tornerebbe alla carica per cambiare l'Italicum, pilastro delle riforme costituzionali che formano l'oggetto del referendum. Convincerebbe Di Maio e Di Battista che i pentastellati possono governare l'Italia e il livello dello scontro politico aumenterebbe. Ma soprattutto una eventuale sconfitta a Roma darebbe l'idea che Renzi non è invincibile sul piano elettorale e che il 40% delle Europee non esiste più. Per questo il Pd, nonostante le note difficoltà della vigilia, ha lottato "ventre a terra" a Roma, riuscendo ad arrivare ad un ballottaggio che adesso è aperto.
In provincia di Frosinone è la stessa cosa, fatte le debite proporzioni. L'esito dei testa a testa ad Alatri e Cassino peserà moltissimo. Anche quello di Sora naturalmente, ma a Cassino ed Alatri ci sono candidati a sindaco sui quali i big dei Democrat hanno puntato e puntano tutto. Il senatore Francesco Scalia e il deputato Nazzareno Pilozzi sono al fianco di Giuseppe Golini Petrarcone dall'inizio. Ad Alatri l'assessore regionale Mauro Buschini sta sostenendo Giuseppe Morini in modo fortissimo. Ad Alatri Buschini gioca in casa e non vuole prendere neppure in considerazione ipotesi diverse dalla vittoria. Il fatto è che proprio le spaccature del Pd provinciale determinano alla fine l'attuale scenario, nel quale il peso della vittoria o della sconfitta ricadono sui singoli leader. Non sul partito. Il congresso unitario era stato celebrato per arrivare ad una gestione condivisa. Franata sul nascere. Ecco perché adesso politicamente vinceranno o perderanno i singoli.

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