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Elezioni


Il risultato delle elezioni amministrative dice che i sindaci uscenti sono stati confermati tutti. Nicola Ottaviani, primo cittadino di Frosinone, ha subito sottolineato questo dato. Ma soprattutto si è soffermato su quanto accaduto a Cassino, in casa del Partito Democratico. I vertici provinciale del partito di  Matteo Renzi non sono riusciti a ricomporre la frattura e  Giuseppe Golini Petrarcone (sostenuto da Francesco Scalia, Nazzareno Pilozzi, Domenico Alfieri e Marino Fardelli) adesso  è costretto al ballottaggio con Carlo Maria D’Alessandro. Non sarà semplice, soprattutto se non si dovesse arrivare ad un accordo con Francesco Mosillo, il quale ha fatto segnare probabilmente il risultato più ragguardevole di questa tornata amministrativa: al secondo turno sarà decisivo. Ma sarà necessario che Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Simone Costanzo si impegnino al massimo per favorire un’intesa.Nel frattempo, dicevamo, nella mente di Ottaviani comincia a delinearsi chiara la strategia in vista del 2017: coalizione caratterizzata da tante liste civiche, mentre si valuterà soltanto alla fine se presentare il simbolo di Forza Italia. Ripetere quello che si è verificato a Roma metterebbe in difficoltà la coalizione. Ma Ottaviani è “rassicurato” dalle lacerazioni del Partito Democratico cittadino, probabilmente perfino superiori a quelle del livello provinciale. Il che è tutto dire. Neppure la disponibilità alle primarie aperte del presidente dell’ordine provinciale dei medici Fabrizio Cristofari ha convinto  i leader del Pd a cercare una soluzione. Nella consapevolezza che nessun aspirante candidato sindaco può riunire tutta la coalizione. Le ambizioni si stanno moltiplicando in progressione geometrica, ma si raggiunge una sintesi. Sulla partita delle alleanze, poi, è evidente che nel Paese la forza politica di Denis Verdini non esiste, mentre quella di Angelino Alfano è decisiva in Parlamento e in pochi consigli regionali, provinciali e comunali, ma non viaggia su percentuali ragguardevoli. C’è un gap enorme tra le strategie a tavolino e i numeri. Intanto però il Pd, proprio per rincorrere gli alleati del Governo Renzi, sta mettendo fortemente a rischio l’asse storico con il Psi. Altro dato non sfuggito ad Ottaviani.

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