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E campagna elettorale fu

Frosinone

Archiviato il bilancio, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha di fatto iniziato la campagna elettorale. Con i suoi fedelissimi ha sottolineato un numero in particolare: il documento contabile ha avuto il via libera con 19 voti, 2 in meno rispetto alla situazione uscita dalle urne nel 2012.
Nell’ambito del centrodestra mancano all’appello Pasquale Cirillo, Vincenzo Savo e Daniele Zaccheddu. I primi due, eletti nella Lista Ottaviani, hanno sancito la frattura all’interno di Impegno Civico. Daniele Zaccheddu, entrato in aula consiliare nel Pdl, è approdato in Area Popolare insieme all’ex vicesindaco Francesco Trina. Sia Cirillo che Zaccheddu tra dodici mesi sosterranno il candidato sindaco del centrosinistra. Con la maggioranza vota da circa due anni Carmine Tucci, della Lista Marzi.
La base di partenza del sindaco Ottaviani è costituita dai 19 consiglieri che hanno votato il bilancio e i 10 assessori (compresa Ombretta Ceccarelli, in fase di rotazione). La strategia è abbastanza chiara: presentarsi alla guida di una coalizione civica, nella quale però un ruolo importante lo avrà anche Forza Italia. Più a livello di gruppo consiliare che di federazione provinciale però. Il durissimo attacco politico sferrato da Ottaviani alle opposizioni di centrosinistra sta a dimostrare che la campagna elettorale è sostanzialmente iniziata. Il centrosinistra dal punto di vista elettorale è fermo a quattro anni fa: le fratture non sono state ricomposte. E Nicola Ottaviani ha attaccato: «Le truppe dell’opposizione sono sempre più sparute, erano in 7 in aula. Inoltre, non hanno avuto la forza di presentare un emendamento e questo la dice lunga. E’ su queste basi che intendono proporsi per governare il capoluogo?». Per quanto riguarda il candidato sindaco del centrosinistra, tutti dicono di volersi affidare alle primarie. Ma la sensazione è che Francesco De Angelis (Pd) e Alfredo Pallone (Area Popolare) stiano cercando loro di trovare una soluzione. Ma non sarà semplice, anche e soprattutto perché il gruppo del Pd non vuole designazioni imposte dall’alto.

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