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Martedì 06 Dicembre 2016

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L'infiltrato speciale di Corrado Trento
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I venti romani e i pasdaran dell'ammucchiata

Politica


Cosa c’entrano Virginia Raggi, Giorgia Meloni, Alfio Marchini, Roberto Giachetti con le elezioni comunali di Cassino, Sora, Alatri, Monte San Giovanni Campano e magari anche Castro dei Volsci e Roccasecca?
C’entrano perché nella Capitale risultati ed equilibri sono tali da condizionare non soltanto gli scenari nazionali, ma pure quelli locali. Perché il Movimento Cinque Stelle è proprio da Roma che cercherà la spallata al Governo Renzi, perché è proprio da Roma che Silvio Berlusconi, attraverso l’appoggio ad Alfio Marchini, cercherà di capire quali sono gli spazi per una formazione centrista con Angelino Alfano e Pierferdinando Casini. Perché è proprio da Roma che il leader leghista Matteo Salvini sonderà l’opzione di guidare il centrodestra, con il contributo di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Perché è sempre a Roma che i Democrat cercheranno di fronteggiare l’avanzata penstastellata, specialmente nella futura prospettiva del referendum costituzionale. Roberto Giachetti ha una missione complessa.
A livello locale le alleanze tradizionali sono letteralmente saltate dappertutto e quindi è fin troppo evidente che dalla Capitale potrebbero emergere nuovo modelli di riaggregazione. C’è però una domanda su tutte: se al ballottaggio dovesse andare Virginia Raggi del Movimento Cinque Stelle, centrodestra e centrosinistra siglerebbero comunque una “santa alleanza” contro? In questo senso il laboratorio della Ciociaria è in fase enormemente avanzata, considerando le intese siglate alla Provincia e al Consorzio Asi. Una riedizione elettorale del patto del Nazareno in funzione anti Grillo a Roma rappresenterebbe legna in cascina per chi dalle nostre parti è ormai diventato un pasdaran del “tutti insieme”. Perfino se non appassionatamente. Perfino alle comunali, a Cassino e Sora soprattutto, indipendentemente dalle indicazioni ufficiali, ci sono “pezzi” del Pd ch non votano il candidato indicato dal partito e “pezzi” di Forza Italia che fanno altrettanto. Ma i venti romani possono mandare all’aria perlomeno le strategie del prossimo futuro.

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