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L'infiltrato speciale di Corrado Trento
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Frosinone

Dunque si profila la riapertura della stagione del contenzioso giudiziario tra Acea e assemblea dei sindaci. La società sta valutando tutte le ipotesi: dal ricorso al Tar per impugnare le delibere relative alla diffida e alla messa in mora e al parere negativo sulla fusione, alla possibilità di chiedere i danni di immagine. In realtà si tratta di scenari messi in conto nel momento in cui i sindaci hanno deciso di intraprendere questa strada. Immaginare come andrà a finire al momento è impossibile. Molto dipenderà dalla diffida ad adempiere che il presidente della Provincia Antonio Pompeo dovrà presentare ai vertici del gestore idrico: lì dovranno essere esplicitate le inadempienze rilevate dalla Segreteria Tecnico Operativa, lì bisognerà fare l’elenco degli interventi da effettuare. E’ evidente che Acea valuterà le carte anche e soprattutto dal punto di vista giuridico, per verificare se ci sono gli spazi per un ricorso oppure no. Intanto però l’assemblea dei sindaci, dopo aver votato in modo compatto qualche giorno fa, sembra titubante. Come se avesse preso in considerazione soltanto uno scenario, quello relativo al fatto che il gestore si impegni ad adempiere. Non è affatto scontato. Ecco allora che si ritorna alla mancanza di un piano alternativo, che invece era indispensabile “prima” di arrivare in assemblea. In ogni caso Acea continuerebbe a gestire per i prossimi diciotto mesi, ma resterebbero comunque dei nodi da sciogliere. Sui conguagli già riconosciuti al gestore, di 75 e di 53 milioni di euro. Sulla somma di 170 milioni di euro da versare soltanto per il subentro. Sul piano degli interventi da 62 milioni di euro. Non si tratta di aspetti secondari, considerando che alla fine in ogni caso sono i cittadini ad usufruire del servizio e a pagare le bollette. Intanto sarebbe interessante sapere se il fronte dei sindaci è ancora così compatto. Se, per esempio, Nicola Ottaviani, primo cittadino di Frosinone, elaborerebbe di nuovo le strategie insieme ai suoi colleghi del Partito Democratico.

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