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Domenica 11 Dicembre 2016

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L'infiltrato speciale di Corrado Trento
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L'insostenibile pesantezza delle poltrone

Frosinone

Gli ambasciatori hanno provato a mediare, a convincere gli interessati che il meccanismo della rotazione degli assessori è stato accettato da tutti, ma nessuno vuole fare passi indietro. Danilo Magliocchetti, Adriano Piacentini e Luigi Benedetti proveranno ancora, ma le speranze sono ridotte al lumicino. Fabio Tagliaferri vuole rientrare in giunta con la delega di vicesindaco, Francesco Trina non intende cedere il passo e Frosinone nel Cuore è pronta ad un accordo con il Pd. Anzi, nella maggioranza di centrodestra ormai sono in tanti ad essere convinti che Daniele Zaccheddu non aspetti altro che una “rottura” ufficiale. Così, insieme a Trina, può andare nel centrosinistra e fare squadra con Andrea Turriziani (Pd). Magari sostenendo proprio quest’ultimo come candidato sindaco.
Nicola Ottaviani ha scelto (per ora) la strada del silenzio, ma i suoi “fedelissimi” fanno filtrare che il primo cittadino è più seccato che arrabbiato. Il che è peggio. Soprattutto perché viene continuamente messo in dubbio il meccanismo della rotazione. Infatti, non è soltanto Francesco Trina a non voler uscire. Ombretta Ceccarelli e Rossella Testa sono altrettanto pronte a salire sulle barricate. Il punto è che il processo di scomposizione e ricomposizione dei gruppi consiliari ha letteralmente sbriciolato la maggioranza uscita dalle urne. Forza Italia ha quattro consiglieri, per il resto sono tutte formazioni civiche e gli stessi assessori di riferimento non possono essere considerati davvero “in quota” di qualcuno. Finora la maggioranza non ha avuto problemi perché le opposizioni di centrosinistra si sono dimostrate divise e l’una contro l’altra armata. Ma in questo ultimo scorcio di consiliatura Ottaviani si appresta ad accelerare sul nuovo stadio, sulla riqualificazione dello Scalo, sul ponte Bailey. Opere che potrebbero fare la differenza in campagna elettorale. Quindi ha bisogno di una maggioranza in consiglio comunale. E’ anche per questo che tutti si sentono nella condizione di poter alzare la posta in palio. Ma la quarta fase della rotazione degli assessori si avvicina: Nicola Ottaviani è tentato di tirare dritto, aspettando che siano gli altri a “rompere”. Poi lui si rivolgerà agli elettori spiegando che la frattura è avvenuta perché qualcuno non ha voluto lasciare la poltrona o ne ha chiesta una in più. Il punto è che alle elezioni manca ancora troppo.

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