Da un po' di tempo non faccio più articoli tecnici, ho capito che più o meno predicavo nel deserto e comunque io qui da solo non posso ispirarvi ad attivarvi politicamente, o quantomeno invogliarvi a compiere il mio stesso percorso formativo. Tuttavia, ci sono delle cosette molto interessanti e talmente importanti, che non posso non condividerle con voi.

Ebbene, avrete sentito che siamo in deflazione. Fin qui nulla di strano, se consideriamo le politiche economiche che stiamo seguendo da anni. C'è da segnalare però che la Germania è tutt'altro che in deflazione! I crucchi hanno raggiunto un tasso inflattivo dell'1,7%, quasi il 2% quindi, che è il target massimo previsto dallo statuto della BCE. Alcuni media allora, anche logicamente, hanno detto che adesso per Mario Draghi sarebbe opportuno arrestare, o cominciare ad arrestare, il piano di stimolo monetario. Draghi non lo farà, perché sa che, se la Germania rientra nei parametri, molti paesi del Sud Europa come Italia e Spagna non sono nelle stesse condizioni, e andrebbero incontro a difficoltà gravi se tutto a un tratto questo alleggerimento del costo del denaro sparisse.

Ora state attenti su questo punto: in macroeconomia, cosa succede se un paese vede alzarsi considerevolmente l'indice dei prezzi (cioè l'inflazione)? La sua moneta si svaluta. Ne consegue che se una moneta si svaluta le altre si rivalutano. Ciò comporta che il paese che subisce una svalutazione tenderà ad importare meno merci e ad esportarne di più, mentre chi vede apprezzare la propria valuta ne beneficia in termini di importazioni, che costano meno, ma diviene meno competitivo nell'export.

E qui arriviamo a capire qual è la grande distorsione generata dall'euro. I normali meccanismi di oscillazione dei cambi, nel sistema della moneta unica vengono a mancare, perché tutti i paesi sono legati allo stesso cambio (un euro tedesco vale esattamente come un euro italiano). Quindi, se ora ci fossero il Marco e la Lira, in una situazione di maggiore inflazione per i tedeschi accadrebbe che - fin quando il Marco non cede - l'Italia è avvantaggiata avendo merci più convenienti per l'estero. Poi, non appena il Marco svaluta, la Germania respira recuperando progressivamente competitività sul mercato, e qui di seguito con i vari avvicendamenti.

Peccato però che con l'euro, una moneta che non rispecchia il reale valore del Marco - da sempre moneta forte - la Germania ha potuto fino ad ora accumulare un enorme volume di esportazioni senza che "il suo euro" si rivalutasse nei confronti dell' "euro italiano" (chiaramente perché più vendi, più la tua moneta si rafforza). I teutonici hanno quindi guadagnato a dismisura, senza alcuna contropartita. Ci inondano di loro prodotti e la propria moneta non diviene mai troppo costosa, cioè noi continuiamo a comprare beni tedeschi a prezzo relativamente conveniente.

Ma badate che anche noi non abbiamo mai potuto svalutare contro l'ipotetico Marco dopo aver accumulato inflazione. Infatti per noi l'inflazione è un lontano ricordo, siccome per ovviarvi, cioè per rendere le nostre merci meno costose alla luce dell'aumento dei prezzi, impossibilitati ad agire sul cambio, siamo stati costretti a tagliare gli stipendi. Precarizzazione (vedi Job Act), licenziamenti, bassi salari, ed ecco la nostra deflazione! Come poteva non arrivare. Noi cornuti e mazziati, e i crucchi godono.